Al Direttore - 22 giugno 2020, 08:48

Sanremo: i problemi del centro storico nella disamina del Prof. D'Orsi, un nostro lettore di Milano

Sanremo: i problemi del centro storico nella disamina del Prof. D'Orsi, un nostro lettore di Milano

Un nostro lettore, il Prof. Giuseppe d’Orsi di Milano, ci ha scritto per esprimere alcune considerazioni sul centro storico ‘la Pigna’ di Sanremo:

“Mi hanno detto, ed è noto che, 30/35 anni or sono, la situazione di degrado era molto peggiore, e personalmente lo posso affermare, da testimone, da oltre 25 anni, che oltre alla stragrande maggioranza degli abitanti civili, e a scanso di negazionismi ideologici, di maniera ridicoli, purtroppo è presente: lo spaccio e detenzione di droga, di laboratori e depositi altre merci, la presenza di persone dedite a furti con scasso e non, di rifugi a cielo aperto e non, di persone abitanti in tuguri; regno di clochards, in fabbricati pericolanti e malsani sia alle apparenze che nelle strutture, di persone che nutrono, nonostante i precisi divieti, colonie di piccioni che qui pertanto nidificano agevolmente, con depositi di guano ovunque. E’ vero, confermo,  c'è stato un notevole miglioramento, a tutt’oggi, con l’impegno costante delle forze di Pubblica sicurezza e della civica cittadinanza residente e non, e qualche parziale iniziativa, anche notevole, della P.A., nonostante i cospicui fondi europei, che tuttavia, ai miei occhi, incomprensibilmente, non sono spesi a beneficio delle abitazioni dei centri storici, anche per incrementare e agevolare il turismo, ma in arredo urbano e altro”.

“Faccio presente che, a Milano, la mia città di nascita e di residenza: 60 anni or sono, la situazione nei centri storici, non era certamente tanto allegra, rispetto a Sanremo, di ieri e di oggi; ciò nonostante, grazie alla lungimiranza di sindaci, di politici, di imprenditori e di cittadini i quartieri: di Brera, di Porta Ticinese, di Porta Garibaldi, dei ‘Navigli’, e altri, sono diventati, da quell'epoca remota, grazie al restyling urbanistico ed edilizio, le isole felici  di splendide soluzioni abitative, imprenditoriali e commerciali, ormai, di grande prestigio, note al mondo intero. Si è trattato con certezza di “gentrificazione” ma non soltanto (l’originale inglese gentrification, letteralmente ‘borghesizzazione’, è stato coniato e utilizzato per la prima volta nel 1964 da Ruth Glass (Introduction: aspects of change. In London: Aspects of Change, ed. Centre for Urban Studies, London: MacKibbon and Kee, 1964, xiii–xlii), mentre il calco italiano è registrato per la prima volta dallo Zingarelli 2013, che data la prima attestazione al 1982.)”

“Ritengo, altresì, che i tre centri storici della città, tra cui La Pigna, potrebbero diventare, almeno, un esempio di restyling, nel dovuto rispetto storico artistico dei fabbricati, in vista di una concreta ripartenza vigorosa della edilizia, post lockdown, approfittando anche degli opportuni benefici fiscali dell’eco-bonus e del sisma-bonus. Tuttavia temo che l’inciampo maggiore, di questi progetti risanatori, da realizzare auspicabilmente quanto prima, potrà essere rappresentato dalla burocrazia della P.A., già poco incline alla velocità nel disbrigo delle pratiche edilizie, comprensibile, solo in parte, per la scarsità degli addetti e per gli eccessivi carichi di lavoro, che pur tuttavia non giustificano affatto, ad esempio, i puntigli reiterati sulle normative e le dispute annose sulle competenze di chi debba, o non, realizzare i necessari lavori di ristrutturazione e adeguamento edilizio, nonché le perizie necessarie, mediante l’uso, francamente eccessivo e contra legem, della spada di Damocle delle ‘ordinanze sindacali contingibili ed urgenti’, che profumano di manleva più o meno indiretta della P.A., piuttosto che in via ordinaria e bonaria, specie se i dissesti degli edifici fossero determinati, come spesso accade, dagli evidenti, concomitanti: dissesti idro geologico dei versanti, dalla carenza storica di fondazioni adeguate (in genere medioevali) oltre che, per il cambiamento climatico, dal copioso incremento  di precipitazioni meteoriche, in tempi brevi, unite a scosse sismiche, (siamo in Zona 2) che per quanto non percepite, con danni evidenti, possono determinare, la liquefazione delle sabbie o la fratturazione delle rocce di arenaria (con conseguente abbassamento delle falde acquifere), su cui poggiano direttamente le case, o altro ancora”.

“Nella città dei fiori, ma anche nel resto d'Italia, nel breve, - termina il Prof. D’Orsi - sarà l'unico sbocco economico possibile della ripartenza, utilizzando il brand: del clima, delle bellezze paesaggistiche e dell'accoglienza, che in passato avevano richiamato, a Sanremo, dotata, ai tempi del così detto ‘eclettismo del Ponente Ligure’, di oltre 50 alberghi e 200 ville: oltre ai comuni cittadini, anche i personaggi illustri, l'alta nobiltà e la borghesia imprenditoriale illuminata che qui, avevano ben costruito, esemplarmente, prima della realizzazione degli evidenti sfasci causati della speculazione edilizia e dal disordine urbanistico successivo”.

Carlo Alessi

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