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Attualità | 13 giugno 2020, 10:33

Da lunedì sciopero della mensa per gli agenti della Uil Polizia Penitenziaria in solidarietà con i colleghi di Santa Maria Capua Vetere

“La nostra indignazione dinanzi alla profonda umiliazione che hanno dovuto subire i nostri colleghi per una ingiustificabile procedura che, probabilmente, non si è mai verificata in precedenza”

Da lunedì sciopero della mensa per gli agenti della Uil Polizia Penitenziaria in solidarietà con i colleghi di Santa Maria Capua Vetere

Con il motto siamo 44 mila e non quarantaquattro, la Polizia Penitenziaria ligure esprime solidarietà , fiducia e vicinanza ai colleghi di Santa Maria Capua Vetere dove sono stati notificati dei provvedimenti dell'autorità giudiziaria ad agenti ritenuti coinvolti nei presunti pestaggi in cella dello scorso 6 aprile, una scena vergognosa, lesiva dei diritti umani e della dignità di un intero Corpo di Polizia, quello che è accaduto  nel Casertano, laddove alla presenza di esponenti della Magistratura, alcune unità dei Carabinieri hanno proceduto all'identificazione e alla notifica di atti giudiziari, previa esibizione del documento di identità, al personale di Polizia Penitenziaria che, in divisa, faceva ingresso in Istituto. Il tutto accadeva nel piazzale antistante l'ingresso dell'istituto, in violazione del diritto alla riservatezza e alla privacy in maniera inspiegabilmente plateale in presenza dei familiari dei detenuti da ammettere ai colloqui”.
Lo dichiara Fabio Pagani Segretario Regionale della Uil Polizia Penitenziaria che annuncia l’astensione alla mensa dei Poliziotti Penitenziari liguri a partire da lunedì: “La nostra indignazione dinanzi alla profonda umiliazione che hanno dovuto subire i nostri colleghi per una ingiustificabile procedura che, probabilmente, non si è mai verificata in precedenza. Riteniamo che sia giunto il momento di sdegnarsi con forza per quanto sta accadendo quotidianamente negli Istituti Penitenziari, per mostrare alla politica assente, sorda ai nostri costanti richiami ed appelli, e ad una Amministrazione Penitenziaria silente ed incapace di gestire e risolvere le continue criticità e le pessime condizioni lavorative ed organizzative degli Istituti penitenziari, senza essere esposti al quotidiano rischio di aggressioni e rivolte e, per di più, costretta a subire passivamente anche eventuali risvolti penali solo per aver espletato il proprio dovere nel fronteggiare situazioni di estrema criticità ( rivolte)  ed evitando così il collasso del sistema”.

Redazione

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