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Sanità | 06 giugno 2020, 11:46

La paura spegne la volontà, toglie lucidità e indebolisce l'intero sistema corporeo

La paura spegne la volontà, toglie lucidità e indebolisce l'intero sistema corporeo

La paura gli stava dentro come un cane arrabbiato: guaiva, ansimava, sbavava, improvvisamente urlava nel suo sonno; e mordeva, dentro mordeva, nel fegato, nel cuore. Di quei morsi al fegato che continuamente bruciavano e dell'improvviso doloroso guizzo del cuore, come di un coniglio vivo in bocca al cane, i medici avevano fatto diagnosi, e medicine gli avevano dato da riempire tutto il piano del comò: ma non sapevano niente, i medici, della sua paura.” (“Il giorno della civetta” di L. Sciascia).

E sì, la paura purtroppo in questi mesi è diventata una nostra compagna abituale e si è insinuata dentro di noi con radici molto profonde. Non sto parlando della paura fisiologica, naturale, quell’istinto primordiale legato alla reazione di attacco e fuga. Quell’istinto che ci fa diventare “attenti”, che ci mette in guardia dal pericolo, che spinge il nostro organismo a mettersi in una giusta condizione di allerta. No, sto parlando della paura patologica, quella alimentata da continui condizionamenti psicoemotivi, da forzature e imposizioni che vanno ben oltre la giusta etica morale e civile. E così quando ci sentiamo “violentati” nel nostro animo, tutte le basi su cui abbiamo fondato il nostro “saper vivere” vengono meno. Se poi ogni giorno veniamo “bombardati” da continui messaggi intimidatori, allora lei, la paura, arriva, forte, incontrollata, profonda, devastante. Arriva come un onda violenta che tutto distrugge al suo passaggio. La paura, alimentata da sé stessa, nel tempo ci toglie la forza di volontà, ma soprattutto la lucidità mentale, cioè la capacità di analizzare la situazione, di distinguere tra ciò che è giusto e sbagliato, tra ciò che può arrecare danno e ciò che è salutare. E così ci svegliamo una mattina e il mondo “esterno” ci sembra un gigantesco luogo ostile, sempre più invivibile e inospitale. Tutto, attorno a noi, si dipinge di un colore nuovo: il colore della diffidenza, dell’ostilità e in men che non si dica il nostro caro amico d’infanzia non ci sembra più così “amico” o il nostro collega di lavoro ci appare più intollerante del solito. Camminare per strada ci mette ansia perchè ci sentiamo spiati, osservati e ultimamente anche giudicati.

Il suono del citofono ci mette in allerta: “Chi sarà mai? Sicuramente qualcuno che vuole truffarci o farci perdere tempo o consegnarci una multa”. La paura tesse mille trame e utilizza strumenti insospettabili. Pensate ai social, dovrebbero essere un luogo di socializzazione e invece per molti si sono trasformati in una valvola di sfogo per frustrazioni e insoddisfazioni represse. Non siamo più in grado di prenderci la responsabilità della nostra salute, incuranti dei danni devastanti che ci stiamo causando con il nostro stile di vita squilibrato. Anzi cerchiamo conforto in ciò che ci indebolisce: zucchero, alcool, fumo, droghe. Questo fa la paura! Quando patologica, è così potente da far saltare tutti gli equilibri psicofisici. Tutto all’interno del nostro organismo subisce una profonda alterazione, non solo a livello emozionale, alimentando sfiducia, sospetto, diffidenza ma anche a livello organico e metabolico andando ad alimentare quei batteri patogeni che, nutrendosi di lei, si trasformano in potenti nemici del nostro sistema immunitario.

Per la Medicina Tradizionale Cinese l'emozione “paura” è legata al rene. I reni sono gli organi “custodi della vitalità”, in essi risiede l'energia vitale, quella forza che non solo nutre le nostre cellule ma che ci permette di superare gli ostacoli e le difficoltà nella nostra vita. I reni sono organi emuntori instancabili, alle prese ogni giorno con sostanze da filtrare e scorie da eliminare. Tali scarti devono obbligatoriamente essere espulsi per garantire un buon funzionamento dell'intero sistema corporeo. Essendo indispensabile l’espulsione delle sostanze velenose, gli organismi viventi, nel corso dell’evoluzione, hanno sviluppato strutture specializzate all’elaborazione ed eliminazione degli scarti metabolici: gli organi emuntori, indispensabili per mantenere puliti il sangue e la linfa. In una situazione in cui l’organismo non è più in grado di smaltire completamente le tossine, l’ambiente in cui vive la cellula si inquina, fino ad arrivare ad una condizione di tossiemia. In un ambiente intossicato le cellule si indeboliscono, deperiscono, invecchiano e muoiono. Ricordiamoci che esiste un livello di tossiemia oltre il quale è impossibile la vita cellulare! Quindi capite quanto è importante per il nostro stato di salute avere quest’organo emuntore sano ed efficiente? Lui, custode delle nostre paure, deve essere ogni giorno preservato, perché la paura ci consuma, ci toglie energia e lo fa così profondamente che può mandare “in rosso” il nostro bilancio energetico e  mettere a serio rischio la funzionalità, non solo dei reni ma anche di tutti gli altri organi emuntori, perché il nostro organismo è un sistema di interconnesioni e relazioni che lavorano in un feedback continuo. Il rene è anche la sede della “forza di volontà” intesa come forza necessaria per portare a compimento gli obbiettivi prefissi.

Quante persone in questo momento si sentono demotivate, stanche, demoralizzate? La paura ci toglie la capacità di reagire, di ribellarci a ciò che riteniamo sbagliato e in men che non si dica ci condanna a subire, senza avere il coraggio di lottare per ciò in cui crediamo. Ma i reni rappresentano anche la socialità, perchè sono “organi di contatto”. Socializzare, relazionarsi, confrontarsi, conoscersi sono condizioni psicoemotive importantissime. L’uomo ha bisogno di rapportarsi. Se ci viene tolta questa grande possibilità di crescita la nostra evoluzione si arresta. Non a caso, molte volte i disturbi ai reni si manifestano quando sono presenti conflitti interpersonali e scarsa socializzazione. La malattia poi si manifesta sia a livello organico come sintomo che a livello psicologico come disagio. E così la malattia viene collegata sia a fattori biologici, tossico-infettivi, traumatici o genetici che a fattori psicologici e sociali, sotto forma di emozioni. Molte volte mi capita di parlare di patologie come una sorta di “sociopatie” cioè come una forma di difficoltà ad integrarsi nella società. Quante persone vivono in solitudine questa difficoltà a relazionarsi ed ad accettarsi come parte integrante del sistema!

Così l'ansia e la sofferenza e in generale le emozioni troppo dolorose, generate dalla paura di non sentirsi adeguati, trovano una via di scarico immediata sul soma (corpo) e pur ricordando che ogni situazione ha un peso diverso in ciascun individuo in funzione del suo vissuto, della sua storia e del suo sviluppo psicologico, sempre e comunque le emozioni represse, andranno a provocare delle “scariche” del sistema nervoso centrale, le quali verranno orientate verso il sistema vegetativo, provocando disturbi patologici nella funzionalità degli organi. Sono estremamente convinta che tutte le emozioni mal gestite ci portino nel tempo a squilibri più o meno profondi ma fra tutte, la paura è quella più insidiosa perché ci toglie energia e con lei il coraggio di affrontare la vita. Ma cosa possiamo fare per difenderci da questa paura patologica? Conoscenza e consapevolezza. Consapevolezza di ciò che rafforza e ciò che danneggia il nostro organismo sia da un punto di vista fisico, quindi nutrizionale che psicologico quindi mentale. Nei miei percorsi di nutrigenomica insegno proprio questo: rafforzarsi nel corpo e nella mente, aumentando la consapevolezza di sé stessi. In pratica, cosa possiamo fare dal punto di vista nutrizionale? Sicuramente è importante prediligere alimenti vegetali che riducono l’acidità dell’urina e quindi il carico di lavoro per il rene e apportano contemporaneamente una grande quantità di sostanze antiossidanti fondamentali per la salute di questo delicato organo emuntore. Importante anche bere la giusta quantità di acqua, di tisane, di acque aromatizzate, di infusi non zuccherati. Ottimi gli infusi di ananas, tarassaco, pilosella, crespino, carciofo, ortica, acetosella, olmo, bardana, spergularia, migliarino, ononide.

Attenzione ai succhi di frutta o bibite industriali, molto spesso, ricchi di zucchero e di additivi come i fosfati, nocivi per i reni. Anche il sodio presente in molti alimenti in grandi quantità è nocivo per i reni. Occorre fare molta attenzione al sale da cucina, evitare i dadi per brodo, ridurre quantità e frequenza di consumo di salumi e carni e pesci in scatola. Anche il fumo è nemico del rene in quanto aumenta la pressione del sangue e accelera l’invecchiamento dei vasi ostacolando la circolazione e quindi la fluidità del sangue, costringendo i reni a un super lavoro di filtrazione, senza parlare delle sostanze nocive contenute nelle sigarette che aumentano proprio il rischio di cancro del rene. Attenzione ai farmaci, soprattutto quelli utilizzati per il mal di testa, i dolori ossei e articolari, se abusati, senza un’indicazione medica, possono creare problemi ai nostri reni. Insomma come sempre il mio invito è quello di imparare a rispettare e conoscere il vostro corpo. La conoscenza vi rende forti, lucidi e liberi…liberi dalla paura che più di ogni altra emozione, se mal gestita, spegne la volontà, toglie la lucidità e indebolisce l’intero sistema corporeo.

Simona Oberto cura il sito web www.cibocuranaturale.com e la pagina facebook "Il tuo coach alimentare".

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