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Attualità | 29 maggio 2020, 10:59

Fase 2: in aiuto alla riapertura delle attività arrivano le siepi anti contagio ‘Made in Liguria’

“Le siepi verdi Made in Liguria – dicono il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa - possono essere realizzate dai nostri vivaisti con molte varietà di piante e fiori, differenziati per altezza, dimensioni e condizioni, da collocare sia in ambienti interni sia all’aperto"

Fase 2: in aiuto alla riapertura delle attività arrivano le siepi anti contagio ‘Made in Liguria’

Arriva la siepe anti contagio per ottimizzare gli spazi e salvare bar, ristoranti, spiagge e locali pubblici con barriere verdi in grado di separare fisicamente ambienti e persone, permettendo di ridurre il rischio di eventuali contagi. Invece di barriere anonime, le proposte delle aziende florovivaistiche liguri si adattano ad ogni ambiente con le piante Made in Liguria, dall’ulivo al mirto, fino al gelsomino.

È quanto afferma Coldiretti Liguria, sottolineando che, per chi ha già aperto e per chi si sta organizzando, una delle preoccupazioni più forti è quella del rispetto delle distanze all’interno dei locali commerciali, poiché rappresenta il vincolo più gravoso da rispettare con le limitazioni degli spazi che in molti casi comportano addirittura la mancanza di convenienza alla riapertura.

“Le siepi verdi Made in Liguria – dicono il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa - possono essere realizzate dai nostri vivaisti con molte varietà di piante e fiori, differenziati per altezza, dimensioni e condizioni, da collocare sia in ambienti interni sia all’aperto, per mantenere le misure di sicurezza anti-Covid19. Si tratta di un’alternativa green per risolvere il problema del distanziamento sociale fra le persone, separare tavoli o delimitare confini che peraltro profuma, purifica l’aria in modo naturale e rappresenta certamente un’alternativa esteticamente più valida rispetto al plexiglas. La capacità di innovazione è la dimostrazione della grande forza di reazione del settore florovivaistico ligure, che è stato uno  tra i più colpiti dall’emergenza Coronavirus e dalle limitazioni poste al commercio per effetto della chiusura forzata, con un danno dovuto a problemi sull’export, con blocchi al confine ed in dogana di tanti paesi Ue ed extra-Ue, ritardi e problemi nel trasporto su gomma, e chiusura dei canali distributivi a livello nazionale. Oltre alla necessità di misure immediate che diano ristoro alle aziende colpite è bene ricordare che scegliere piante e fiori Made in Liguria, anche in questo frangente di ripartenza, significa, da una parte conciliare le nuove regole per la tutela della salute con il bello della nostra agricoltura, e, dall’altra sostenere le imprese che valorizzano le nostre eccellenze, l’economia del territorio e l’occupazione”.

Redazione

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