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Eventi | 28 maggio 2020, 14:41

Bajardo: i Bajocchi ricordano la tradizionale ‘Antica Festa Ra Barca’ e danno l'appuntamento al 2021

Quest’anno la pandemia non consente di fare manifestazioni però i bajocchi vogliono mantenere vivo il ricordo di questa antica festa che risale al periodo delle repubbliche marinare

Bajardo: i Bajocchi ricordano la tradizionale ‘Antica Festa Ra Barca’ e danno l'appuntamento al 2021

A Bajardo, la domenica di Pentecoste, ogni anno viene organizzata la tradizionale ‘Antica Festa Ra Barca’.

Quest’anno la pandemia non consente di fare manifestazioni però i bajocchi vogliono mantenere vivo il ricordo di questa antica festa che risale al periodo delle repubbliche marinare.

“Nella piazza della chiesa parrocchiale – spiegano i Bajocchi - si innalza un alto tronco di pino, l’albero di Pentecoste, con la sola forza delle braccia di numerosi volontari che tirano delle robuste corde dalle finestre e dai terrazzi che si affacciano sulla piazza, guidati e incitati dal grido ‘Oh Issa’ di un boscaiolo esperto.
Il fusto simboleggia l'albero maestro di una nave e rievoca la storia dei marinai della Repubblica Marinara di Pisa che salivano nei boschi di Bajardo per rifornirsi di legname che serviva a costruire le navi che portavano i crociati in Terrasanta.

Quando il pino è fissato al terreno le donne del paese, che indossano costumi medioevali, insieme ai partecipanti della festa formano un girotondo e intonano il canto ‘A Barca’ girando intorno all’albero: ‘A barca ru mei amure…’ (La barca del mio amore).
Il canto narra la leggenda delle tre figlie del conte Rubino che si innamorarono di tre marinai pisani. Il conte proibisce alle figlie di incontrare i marinai perché contrario al loro amore. Ma la figlia più piccola Angelina scappa dal giardino del castello e si rifugia nel bosco per raggiungere l’innamorato e fuggire con lui. Il conte padre, venuto a sapere della fuga, li insegue armato di spada e raggiunti decapita la figlia con un solo colpo. Gli abitanti di Bajardo raccolsero il corpo della giovane sfortunata, lo avvolsero in un manto bianco, e lo trasportarono fin sul piazzale del castello.

La domenica successiva l’albero di Pentecoste, come simbolo di buona sorte, viene abbattuto e venduto all’asta al miglior offerente. L'asta è spesso accanita in quanto il pino ha un legno di ottima qualità, privo di nodi all'interno quindi adatto al legname per edilizia, inoltre viene tagliato nella ‘luna ideale’ affinché si conservi nel tempo.

L’appuntamento è per il prossimo anno con ancora più voglia di festeggiare tutti insieme!!”.

C.S.

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