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Al Direttore | 27 maggio 2020, 07:31

Apertura dei centri estivi e decisioni politiche: la lettera di 'scuse' di una nostra lettrice ai bambini

Si firma 'Una educatrice sconfitta'

Apertura dei centri estivi e decisioni politiche: la lettera di 'scuse' di una nostra lettrice ai bambini

“Cari bambini, queste righe le dedico a voi, come mamma e come educatrice voglio chiedervi scusa. Vi chiedo di perdonare questo mondo a misura di adulto che a voi proprio non pensa. In questa triste vicenda epidemica il virus più grande è stato il totale disinteresse per il vostro essere bambini. Ieri sera è arrivata la conferma ufficiale che, sulle difficoltà delle vostre famiglie, hanno giocato interessi politici ed economici calpestando voi e tutto il mondo di noi educatori. Eh già, mentre i vostri genitori chiedevano un sostegno, qualcuno ha visto, nella sparata dell'apertura dei centri estivi una occasione politica, altri hanno visto nella vostra partecipazione una possibile fonte di guadagno e voi? E noi? Abbiamo lottato per anni per far comprendere che il nido ha valenza educativa, che non è un posteggio, che anche un bimbo molto piccolo ha potenzialità da sviluppare,che il nido è un luogo di socializzazione e in un soffio, tutto quello che è stato fatto è stato spazzato”.

Interviene in questo modo una nostra lettrice che si firma ‘Una educatrice sconfitta’, sul tema dell’apertura dei centri estivi. “Voi siete diventati dei pacchi da consegnare in un luogo apposito – prosegue - senza minimamente considerare il vostro bisogno di accedere al nido in modo sereno,senza considerare le vostre giuste difficoltà a staccarvi dai genitori, siete pacchi da ‘tenere’ in una stanza con altri 5 compagni e con un adulto fisso, perché la cosa fondamentale per loro, è dare qualcosa alle famiglie che hanno oggettive difficoltà. Cari bimbi, dei vostri bisogni, questi geniali politici non hanno minimamente idea e la prova è che nel rapporto educatore-bambino vi hanno equiparato ai bimbi più grandi: un educatore ogni 5 bambini da 0 a 5 anni. Non si son posti il problema che bimbi così piccoli hanno bisogno di contatti, coccole, cure e che un educatore che indossa la mascherina tronca di buona parte la sua relazione con voi, che per voi il non verbale ha un enorme significato. Non si son posti nemmeno un ragionevole dubbio riguardo a come saranno somministrati i pasti, un momento delicato dove avete bisogno di tempo per sperimentare nuovi sapori, dove corpo e cibo devono diventare un tutt'uno”.

“Cari bambini – termina - quello che mi disorienta maggiormente oltre a chi su di voi fa campagna elettorale o chi cerca un modo per guadagnare, sono il popolo di coordinatori, pediatri,garanti infanzia, sindacati e chi più ne ha più ne metta, che hanno incassato la spettacolare ordinanza nel silenzio più assoluto. Nessuno che si è posto il problema di come potrebbe essere la vostra vita in queste ‘sale di custodia’, nessuno che ha obiettato o rifiutato di distruggere il vostro mondo di bambino e la nostra professione di educatori. Da questa vicenda voi e noi ne usciamo distrutti. Cari bambini, se potete perdonateci, il vostro essere bambini vale meno di zero”.

Redazione

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