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Cronaca | 26 maggio 2020, 09:31

Sanremo: il titolare di un bar "Leggo di assembramenti ma ci sono anche nei parchi e centri commerciali"

Sanremo: il titolare di un bar "Leggo di assembramenti ma ci sono anche nei parchi e centri commerciali"

Un nostro lettore, Nicola Perotti titolare di un bar a Sanremo, ci ha scritto in relazione agli assembramenti riscontrati sabato scorso in alcuni luoghi della città dei fiori:

“Leggo volentieri Sanremo News perché si rivolge alla città in cui vivo e perché apprezzo la vostra linea editoriale. Credo fermamente nell’importanza dell’informazione ma da una settimana a questa parte, indipendentemente dalle testate giornalistiche, che scrivano di Sanremo, Milano o Napoli, leggo articoli che mi lasciano un sentimento di disagio. Leggo di assembramenti e vedo foto di gente con i bicchieri in mano… ma c’è gente ovunque: nei parchi, nei centri commerciali, alla fermata dell’autobus, sui mezzi pubblici e così via. La verità è che gli ignoranti (nel senso che ignorano) non hanno bisogno di uno spritz per essere tali: è semplicemente una questione di educazione e senso civico. Ho letto una lettera a lei indirizzata e ne riporto un pezzo che mi ha lasciato impietrito: ‘Purtroppo molte persone non seguono le regole: non mettono le mascherine e non tengono conto delle necessarie distanze; il pericolo più grave è rappresentato dai bar’. Facile capire che ho un locale in Sanremo e che trovo questi toni inaccettabili. Prima di tutto, per favore, non chiamatelo popolo della movida perché mettete nella stessa pentola noi imprenditori che lavoriamo seguendo regole precise, i nostri ospiti che fruiscono correttamente dei nostri servizi e persone che invece se ne fregano di tutto creando solo disordine e confusione. Vi prego, non chiamatelo popolo della movida… non siamo un gruppo cinquantenni affetti da sindrome di ‘Peter Pan’ intenti solo a divertirsi e in realtà c’è di più, molto di più. Siamo un’industria (che a livello nazionale ha anche un certo peso), abbiamo dipendenti, abbiamo fornitori, creiamo lavoro ed un indotto notevole ma questo non fa notizia come un gruppo di ragazzi con una birra in mano. Siamo quelle persone che quando gli altri si divertono lavorano il doppio (per fortuna), abbiamo giornate di 15/20 ore, non conosciamo Natale, Pasqua o Capodanno e in alcuni periodi non sappiamo neanche cosa sia un turno di riposo. Abbiamo figli e se siamo fortunati dei nonni meravigliosi che si prendono cura dei nipoti quando noi rientriamo tardi. Alcune città europee hanno visto il loro sviluppo nascere o rilanciarsi grazie al nostro settore (Barcellona, Berlino, Praga ecc.) ma non qui…. In Italia lanciano i secchi d’acqua dalle finestre e neanche troppo tardi! Facciamo aggregazione, abbiamo iniziative, organizziamo eventi o serate musicali dando ai ragazzi la possibilità di esprimersi e coltivare i loro sogni. Cerchiamo di promuovere il territorio con i suoi prodotti locali, la gastronomia, l’enologia, gli usi e i costumi. Qualcuno penserà che abbiamo scelto questa vita ed è proprio per questo motivo che facciamo le cose con passione e serietà, osservando le regole al meglio. In questo momento siamo tutti attenti a rispettare il distanziamento e le linee guida. Soprattutto, siamo persone coscienti, rispettiamo la comunità, ci siamo attrezzati per la sicurezza dei nostri ospiti e per la loro serenità. E’ innegabile che i problemi ci siano ma non ne siamo la causa; chi è preposto sta già lavorando per risolverli e sicuramente lo farà al meglio. Queste poche righe non vogliono essere polemiche, non si vuole entrare nel merito di cosa sia giusto fare o non fare, semplicemente non siamo disposti ad essere confusi con persone maleducate ed incoscienti. Ometto il nome del locale, trovo giusto firmarmi con nome e cognome perché mi hanno spinto sentimenti personali”.

Redazione

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