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Al Direttore | 26 maggio 2020, 15:31

Sanremo, la risposta di un nostro lettore al titolare del bar sugli assembramenti: "Doveroso il controllo sui clienti menefreghisti"

Il nostro lettore Franco Vesco ci scrive in risposta a quanto dichiarato da Nicola Perotti, titolare di un bar a Sanremo, a proposito di assembramenti

Sanremo, la risposta di un nostro lettore al titolare del bar sugli assembramenti: "Doveroso il controllo sui clienti menefreghisti"

Il nostro lettore Franco Vesco ci scrive in risposta a quanto dichiarato da Nicola Perotti, titolare di un bar a Sanremo, a proposito di assembramenti. (QUI)

Buongiorno Sig. Perotti, premetto che sono uno dei tanti che sostiene che il vostro settore avrebbe dovuto riaprire prima, seppur con le dovute precauzioni e limitazioni e che per molti punti il suo discorso non fa una grinza, ma qualche puntualizzazione ritengo sia opportuno farla.

Mi permetta innanzi tutto farle notare, anche se presumo che Lei non sarà d’accordo, che l’assembramento (statico) in piazza Bresca o nei baretti del porto è ben lungi da essere paragonato a quello delle fermate degli autobus o dei supermercati: alle fermate degli autobus o nei corridoi dei centri commerciali o ancora in fila dei supermercati non si sta fermi in 4, seduti ad una tavolo, con la mascherina sul mento, 'ciapetando', alitandosi e fumandosi in faccia uno con l’altro. Non so di quale bar Lei sia il titolare ma in questi giorni, in molti locali delle vie del centro, io distanziamento sociale e rispetto delle norme ne ho visto poco ma ho visto molto 'assembramento sociale', per cui anche io stesso, che ogni tanto un caffè buono se lo prendo volentieri, ho preferito soprassedere per la confusione e rischi connessi. Ripeto, non so di quale bar Lei sia titolare, ma in alcuni locali si respirava una certa aria di connivenza (La prego di farmi passare il termine) tra chi gestisce e chi consuma. Ho assistito a scene contrapposte: in un locale ho visto il gestore sedersi al tavolino con i clienti, tutti rigorosamente senza mascherina anche in pausa da bevuta (ma in un tavolino da 4 il distanziamento sociale auspicato dov’è?); in un altro, ho visto un gestore molto scrupoloso, rimbrottare i clienti che non osservavano le misure prescritte e beccarsi per tutta risposta, dopo che si era allontanato, una botta di 'questo è una testa di ….., io qui non ci vengo più'.

E il punto sta proprio qui: rischiare di perdere clienti e incassi ma far osservare scrupolosamente le prescrizioni, oppure chiudere un occhio per tenersi i clienti e incassare di più? Ecco, in un momento come questo, io non chiedo che i gestori debbano fare anche i carabinieri perché dovrebbe esserci (il condizionale è d’obbligo) chi è deputato a farlo ma ritengo sia particolarmente doveroso prestare un occhio di riguardo ai propri clienti 'ignoranti' (nel senso che ignorano) e 'menefreghisti' (nel senso che se ne fottono), perché a tutti dispiacerebbe tornare indietro di un mese e mezzo, rinunciando a quello che ci appartiene di diritto come cittadini e che abbiamo riiniziato ad apprezzare e soprattutto mettere a rischio la salute di noi tutti, compresa la Sua Sig. Perotti e dei nonni, categoria alla quale appartengo, perché le posso assicurare che non c’è peggior astinenza di quella 'da mancanza di nipotini'. E io non voglio riviverla. Un saluto
”.

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