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Attualità | 26 maggio 2020, 09:01

Sanremo: paziente in cura con il plasma iperimmune, Damonte Prioli "Sta rispondendo bene". Il punto della situazione (Video)

Ovviamente, anche nelle nostra Asl c’è attesa per capire come risponderà il paziente di 52 anni che sta seguendo la terapia e che potrebbe essere un’ulteriore speranza per chi ha contratto il Coronavirus.

Sanremo: paziente in cura con il plasma iperimmune, Damonte Prioli "Sta rispondendo bene". Il punto della situazione (Video)

Anche se l’emergenza Coronavirus sta lentamente rallentando sul piano sanitario, come meno ricoverati e calo deciso di pazienti in terapia intensiva, ospedalizzati e in sorveglianza attiva casalinga, l’attenzione rimane molto elevata sia a livello regionale che provinciale.

Proprio per questo, in attesa di un vaccino per il quale si parla di fine 2020 o inizio 2021, molte delle attenzioni sono sulla cura con la somministrazione di plasma iperimmune. E, tra i pazienti sottoposti, c’è anche un paziente di 52 anni, affetto da polmonite da Covid-19, ricoverato all’ospedale di Sanremo. La terapia è iniziata una dozzina di giorni fa ed abbiamo chiesto al Direttore Generale dell’Asl, Marco Damonte Prioli, come il paziente sta rispondendo.

“Dalle informazioni che ho – ha detto – il paziente sta rispondendo alla terapia e sta migliorando ma è sotto stretta osservazione. I medici dei nostri ospedali in provincia confermano che la speranza di cura c’è con il plasma iperimmune. E’ chiaro che il Covid-19 ha colto il mondo scientifico di sorpresa visto che non c’è un vaccino o una cura. La terapia del plasma ha dato effetti positivi ma, dal punto di vista dei medici è considerata una cura vera e propria, per pazienti che non rispondono ad altre terapia. Senza dimenticare le cure somministrate in modo ottimale ed egregio tutti i pazienti. Essendo un virus sconosciuto, questo è legato alla fisiologia che ognuno di noi possiede e, la dimostrazione di questo sono i pazienti asintomatici, che non hanno sintomi e non si accorgono di nulla”.

Ovviamente, anche nelle nostra Asl c’è attesa per capire come risponderà il paziente di 52 anni che sta seguendo la terapia e che potrebbe essere un’ulteriore speranza per chi ha contratto il Coronavirus.

Carlo Alessi

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