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Attualità | 20 maggio 2020, 18:59

Sanremo: ospedale 'Covid' o 'Non Covid'? Lettera aperta di alcuni cittadini al Direttore Generale dell'Asl 1 Imperiese

"Nell'ultimo periodo sono avvenuti due avvenimenti molto rilevanti, uno a livello regionale e l'altro nazionale, che possono avere una ricaduta importante anche sull'Ospedale di Sanremo”.

Sanremo: ospedale 'Covid' o 'Non Covid'? Lettera aperta di alcuni cittadini al Direttore Generale dell'Asl 1 Imperiese

“Da diverse settimane a Sanremo si parla e si discute dell'Ospedale ‘Borea’ (per due mesi completamente Covid-19 dell'intera Asl 1 Imperiese). Nell'ultimo periodo però sono avvenuti due avvenimenti molto rilevanti, uno a livello regionale e l'altro nazionale, che possono avere una ricaduta importante anche sull'Ospedale di Sanremo”.

Intervengono in questo modo, in una lettera aperta al Direttore dell’Asl 1, Marco Damonte Prioli, alcuni cittadini matuziani. Si tratta di Giovanna Baldassarre (già Dirigente Medico dell'Ospedale di Sanremo), Enzo Fantozzi  (ex componente del CdA della Fondazione Borea), Domenico Iinfante (già Medico di Medicina Generale ed ex Consigliere Comunale), Marco Mauro (già Primario Chirurgo dell'Ospedale di Sanremo) ed Alfredo Schiavi (membro ANPI di Sanremo).

“Il primo avvenimento, con un una valenza politica significativa, riguarda l'Ordinanza n° 27/2020 del Presidente della Regione Liguria con cui si accentrano presso A.Li.Sa. (Azienda Ligure Sanitaria) tutte le competenze in materia di COVID-19. Il secondo, riguarda l'approvazione del Decreto Legge ‘Rilancio’ del 13 maggio, che con l'Art. 1 e 2 detta disposizioni urgenti in materia di assistenza sanitaria Territoriale e per il rafforzamento delle Strutture Ospedaliere. In questo contesto, la riapertura del Pronto Soccorso e di parte del padiglione ‘Borea’ dell'Ospedale di Sanremo, è da considerarsi come l'inizio di una riapertura parziale per giungere (con il tempo necessario) ad una struttura ospedaliera completamente libera, oppure il mantenimento di un Ospedale parzialmente dedicato anche al Covid?”

“La Regione, in tempi brevi e molto prima della presentazione del piano regionale complessivo in materia di riordino della rete ospedaliere in emergenza COVID-19 (Art. 2 del D.L.),dovrà chiarire il futuro assetto dell’Ospedale di Sanremo. Per la città di Sanremo e il territorio circostante si tratta di una decisione molto rilevante, dato che l'Ospedale ‘Borea’ è il bacino di utenza più grande dell'intera Asl 1; è la città più popolata della provincia di Imperia oltre ad essere uno dei centri turistici più importanti della regione. Qualora la Regione sia orientata nel fare dell'Ospedale di Sanremo un ospedale misto, dovrà chiarire, in sede istituzionale e in modo pubblico, tre questioni fondamentali:
- qualora l'Ospedale di Sanremo (che è costituito da 3 padiglioni) rimanesse l'unico Ospedale misto dell'intero territorio della Asl1, quali padiglioni sarebbero dedicati al Covid?
- quanti devono essere i posti letto (di terapia intensiva, semi-intensiva e di cura per i pazienti positivi da ospedalizzare) nel territorio dell'intera Asl1 necessari per rispettare i parametri indicati dal Ministero?
- come si intende supplire alla conseguente riduzione dei posti letto dell’Ospedale di Sanremo?”

“Sapere quali padiglioni e il numero dei posti letto ‘Covid’ da assicurare in modo permanente, non è un fatto secondario, anzi è un fatto di primaria importanza per capire quanta parte dell'Ospedale ‘Borea’ sarà ‘Covid’ e quanta parte sarà non ‘Covid’. Se la parte ‘Covid’ dell'Ospedale di Sanremo venisse concentrata solo nel padiglione ‘Castillo’ (struttura  che può ospitare circa 50 posti letto), l'Ospedale (con i restati due padiglioni) potrebbe tornare a svolgere una attività abbastanza simile a quella svolta prima della pandemia. Se invece al padiglione Castillo si aggiungesse, come struttura ‘Covid’, anche il padiglione ‘Giannoni’ (così come è oggi) si continuerebbe a scaricare sull'Ospedale di Sanremo il peso di tutta la Asl 1 in materia di ‘Covid’. Il nostro auspicio ed appello (che non vuol essere in nessun modo un fatto campanilistico) nella sua semplicità è molto chiaro: la città di Sanremo e il territorio circostante hanno già dato molto; si faccia tornare (il più presto possibile) l'Ospedale di Sanremo ad erogare prestazioni almeno uguali a quelle fornite prima dello scoppio della pandemia”.

“Questo deve essere assicurato ai cittadini di Sanremo e non solo – terminano i cittadini - almeno fino alla realizzazione dell'Ospedale nuovo a Taggia. Nello stesso tempo sollecitiamo la predisposizione in tempi brevi, visto un possibile ritorno in autunno dell’epidemia, di un progetto articolato dei Servizi di Medicina Territoriale che veda anche il coinvolgimento dei Medici di Medicina Generale. In questo contesto, sollecitiamo le autorità competenti nel completare e rendere operativo, il più presto possibile, il ‘Palazzo della Salute’ di via San Francesco, struttura importante per il potenziamento della Sanità territoriale. Per ultimo, riteniamo che la Conferenza dei Sindaci, dovrà essere convocata (con le modalità opportune) in tempi brevi, in modo pubblico, da chi ne ha la facoltà, per affrontare ed esprimere una propria posizione (a nostro avviso dovrebbe dare indicazioni proprie) rispetto a quanto sta per decidere la Regione Liguria, sia in materia di strutture ospedaliere che sulla Medicina Territoriale”.

Redazione

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