Leggi tutte le notizie di IL PUNTO DI CLAUDIO PORCHIA ›

IL PUNTO DI CLAUDIO PORCHIA | 07 maggio 2020, 09:42

È la fine del mondo per come lo conosciamo, ma non dobbiamo avere paura

È la fine del mondo per come lo conosciamo, ma non dobbiamo avere paura

“L'attesa del castigo è già una pena” scriveva Seneca.

Per il settore della ristorazione l’attesa delle linee guida sta diventando una condanna definitiva e senza possibilità di appello.Le previsioni sono allarmanti, solo a Roma un terzo dei ristoranti non riaprirà più e rimarremo tristemente orfani della carbonara e del cacio e pepe..

 

e così prevale il pessimismo

 

Incredibilmente ci sono regioni come Calabria e Veneto che hanno previsto la possibilità di riaprire, ma è tutto fermo perché nessuno conosce le regole che dovranno essere seguite per riaprire in sicurezza l’attività.

Ed il tempo passa, le scadenze si allungano e gli chef non sanno più cosa fare….

 

Ma mentre tutti si aspettano l’arrivo del cambiamento, i primi segnali di mutamento della situazione ci sono già.

Il virus ha spaccato in due il paese: da un lato la città e dall’altro la campagna. In campagna si è vissuto meglio questo periodo di isolamento: si è sentito meno il peso della limitazione alla libertà individuale ed anche la crisi economica. Si è passato più tempo all’aria aperta e complessivamente non si sono vissute le stesse paure e timori di chi è rimasto confinato in città.

Sulla costa è aumentato in modo esponenziale l’acquisto online e il servizio a domicilio, mentre in campagna questo è rimasto marginale.

Molti, chiusi nelle case in città, hanno riscoperto il giardinaggio

 

 

Il virus ha eliminato definitivamente le ultime resistenze alla rivoluzione digitale

 

Tutti fra le mura domestiche si sono sentiti insopportabilmente grandi cuochi

È la fine del mondo per come lo conosciamo e non dobbiamo avere paura

Ha destato sorpresa nel mondo la notizia che la canzone “It's The End Of The World As We Know It (And I Feel Fine)”dei R.E. M. sia tornata più attuale in questi tempi di Coronavirus. 

Questa canzone dal tema apocalittico, dopo 33 anni dalla sua uscita, sta scalando posizioni nelle classifiche degli Stati Uniti a danno di artisti giovani ed emergenti. Il ritornello ripete: “È la fine del mondo per come lo conosciamo e mi sento bene”

Se è vero come dicevano i latini, che non tutto il male viene per nuocere, dobbiamo saper cogliere gli elementi positivi di questa situazione di emergenza e guardare con fiducia al futuro.... e aspettare che il virus se ne vada. Noi potremo finalmente restare a casa tranquilli

 

 

 

Tiziano riverso e Claudio Porchia

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium