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Cronaca | 21 aprile 2020, 13:08

Bordighera: avevano gestito lo spaccio di droga nell'estremo ponente, i Carabinieri arrestano l'ultimo componente del gruppo ancora libero

L'uomo si era reso irreperibile già all’epoca dell’esecuzione delle prime misure cautelari

Bordighera: avevano gestito lo spaccio di droga nell'estremo ponente, i Carabinieri arrestano l'ultimo componente del gruppo ancora libero

Nella giornata di ieri, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Bordighera hanno arrestato l’ultimo componente della compagine criminale di origine albanese che sino al giugno del 2018 ha ‘gestito’ lo spaccio di sostanze stupefacenti nell’estremo ponente della provincia di Imperia.

La complessa attività d’indagine aveva portato - in un primo momento - all’arresto in flagranza di quattro malviventi, trovati in possesso di complessivamente 120 grammi di cocaina e più di 100 grammi di marijuana, oltre a tre fucili e svariate munizioni illegalmente detenuti. Erano stati inoltre sequestrati un’autovettura di media cilindrata e 3.000 euro in contanti, ritenuti provento di reato. A distanza di un paio di giorni dal primo blitz, i carabinieri della Città delle palme avevano inoltre sequestrato un ristorante ed un bar situati in zone centrali di Bordighera, poiché ritenuti stabili e consolidati luoghi di smercio della droga. Alla fine di gennaio di quest’anno, le ulteriori attività investigative hanno acconsentito di trarre in arresto il primo dei due fratelli albanesi appartenenti alla gang. A distanza di pochi giorni, erano inoltre stati sequestrati tre terreni del valore complessivo di circa 60.000 euro ed un SUV di grosse dimensioni e cilindrata.

In ultimo, nella giornata di ieri, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile hanno arrestato l’altro fratello di origine albanese, che si era reso irreperibile già all’epoca dell’esecuzione delle prime misure cautelari. Una decisa azione di contrasto che, oltre ad infliggere un duro colpo allo spaccio di stupefacenti nel territorio, ha consentito di scardinare un gruppo criminale il cui obiettivo era quello di inserirsi nel tessuto sociale ed economico di un’importante zona turistica, tramite investimenti in attività commerciali come bar e ristoranti, ma anche in terreni agricoli, alcuni dei quali coltivati ad uliveti.

Redazione

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