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Attualità | 21 aprile 2020, 12:09

Sabato prossimo sarà un 25 aprile sicuramente diverso: ecco come lo stanno organizzando all'Anpi provinciale (Video)

Il presidente, Amelia Narciso, ci spiega cosa si sta preparando e cosa potranno fare i cittadini, pur rispettando le normative previste dal Ministero per contrastare il Coronavirus

Sabato prossimo sarà un 25 aprile sicuramente diverso: ecco come lo stanno organizzando all'Anpi provinciale (Video)

Sarà un 25 aprile completamente diverso, quello del 2020, ma l’Anpi lo festeggerà ugualmente per ricordare il 75° anniversario della Liberazione dell’Italia dall’oppressione fascista. La conferma arriva dal presidente dell’associazione nazionale dei partigiani della nostra provincia, Amelia Narciso.

“Quest’anno – ha detto – abbiamo ovviamente deciso di non scendere in piazza per le manifestazioni che rappresentano un momento di comunione particolare. Anche la nostra sezione farà un 25 aprile in casa, ma aperto ai mezzi di comunicazione di cui disponiamo. Cercheremo di riempire le città e le vie, con le canzoni che richiamano la resistenza e quei giorni di speranza, con i quali si ripartiva dopo la guerra e le sofferenze del ventennio che avevano portato l’Italia alla semi distruzione. Avremo un momento di raccoglimento di fronte ai monumenti, con una figura istituzionale del comune ed una che rappresenti l’Anpi. Ci aiuteranno anche le tecnologie, con video, foto e le memorie di caduti e combattenti. Il tutto su siti, blog e social che fanno capo all’associazione. Ci sono degli studenti della scuola ‘Dante Alighieri’ che proporranno un video e la partecipazione di alcuni partigiani ed i loro interventi. Avremo Cristina Orvieto che proporrà la sua orchestra con il canto ‘Bella ciao’ ed abbiamo anche tante richieste di iscrizione all’Anpi”.

Quanto le mancherà non poter vivere allo stesso modo il 25 aprile? “Sicuramente perché una tradizione fondamentale della nostra storia, ma sto sentendo un bisogno di partecipazione, che arriva da tutti gli iscritti. In molti mi chiamano per sapere cosa organizziamo e, sinceramente, il silenzio non mi fa paura perché saremo ancora più grandi in un momento di unione e riflessione che viviamo da giorni. Penso che si possa affrontare una festa della Liberazione in questo modo e potrebbe essere una suggestione per arricchirlo il prossimo anno. Al momento lo sto vivendo bene, nonostante la frustrazione di dover vivere a casa e spero che, in questo silenzio, molti scoprano di voler comunicare la rinascita”

Si sta parlando di un momento di guerra, una guerra diversa da quella vissuta tra il 39 ed il 45. A noi chiedono di stare solo a casa mente ai nostri genitori ed ai nostri nonni veniva chiesto molto di più. Lei cosa si aspetta dal ‘dopo’ Coronavirus? “Io ho vissuto l’esperienza dei miei genitori, con il loro dolore e lutto. C’è stato un legame profondo con la Resistenza, nel vissuto delle persone. Le speranze suscitate dalla lotta Partigiana erano presenti anche nelle parole di mio padre e nella nostra crescita, per l’illusione di un mondo diverso che, successivamente, ci è forse venuto a mancare. Oggi il virus è come se avesse metaforicamente portato a galla, quanto è stato fatto nonostante la presenza della Costituzione ed anche contro. Se il Covid ci ha messo davanti queste mancanze, il dopo dipende da noi e dalla nostra volontà di essere diversi. Di cancellare gli errori fatti, modificando il nostro modo di essere cittadini e desiderosi di un certo tipo di vita sociale. Ci sono valori che non possono essere dimenticati o cancellati, come ad esempio il rapporto con gli anziani che solo oggi, dopo i fatti legati al virus, non vengono sentiti come un peso per la società. Dobbiamo capire che vale più la persona del profitto e solo così ci sarà una rinascita vera, altrimenti saremo in difficoltà grave e non ce la caveremo, questa volta”.

Per chiudere cosa chiede a chi la sta seguendo adesso per festeggiare il 25 aprile, nonostante le disposizioni sul Coronavirus? “Intanto esponiamo le nostre bandiere e, se ci sono canzoni, le possiamo cantare con lo stesso entusiasmo con cui abbiamo reagito alla ‘clausura’ dai nostri balconi. Dovremo riempire le nostre città con le canzoni della Resistenza, come hanno fatto quei giovani che sono scesi dalle montagne il 25 aprile. Chi dispone di mezzi di comunicazione troverà ovunque letture, servizi fotografici e video, che tratteranno il tema della Resistenza. Per tutti il motto deve essere ‘partecipare’ e ricordare che questo è un punto di partenza. Noi continueremo ad esserci e faremo del nostro meglio per realizzare quello che i ragazzi di quel tempo hanno fatto nella loro giovinezza”.

Redazione

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