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Sanità | 16 aprile 2020, 20:37

Domani il medico sanremese Stefano Barabino ospite della trasmissione Uno Mattina

Il professore parlerà del suo lavoro in riferimento ai rischi oculari per gli studenti costretti costretti a seguire le lezioni da casa

Domani il medico sanremese Stefano Barabino ospite della trasmissione Uno Mattina

Domani mattina il medico sanremese Stefano Barabino, responsabile del Centro Superficie Oculare e Occhio Secco dell’Ospedale L. Sacco di Milano sarà ospite della trasmissione di Rai Uno, Uno Mattina. Il professore parlerà del suo lavoro in riferimento ai rischi oculari per gli studenti costretti costretti a seguire le lezioni da casa.

Secondo l'UNESCO, oltre 1 miliardo di studenti in tutto il mondo è a casa a causa della chiusura delle scuole determinata dalla pandemia COVID-19. Di conseguenza, una vasta percentuali di questi alunni segue le lezioni a distanza via web.

Una recente ricerca indica che i bambini, tra i 9 ed i 12 anni, passavano già 4 ore al giorno a schermi a computer, con un picco tra i più grandi, tra i 13 e i 18 anni, di 7 ore al giorno trascorse davanti a dispositivi, ad esclusione dei lassi di tempo dedicati a scopi scolastici.

Oggi, con scuole e università chiuse durante questa emergenza sanitaria globale senza precedenti, il tempo di esposizione agli schermi si è moltiplicato in maniera esponenziale e le attività di smart schooling sono divenute obbligatorie per il proseguimento della didattica scolastica ed universitaria.

Come afferma il Prof. Stefano Barabino, responsabile del Centro Superficie Oculare e Occhio Secco dell’Ospedale L. Sacco di Milano: “L’esposizione prolungata a schermi digitali determina una più rapida evaporazione del liquido lacrimale, quel film che riveste la superficie oculare. Il motivo risiede nello scarso o incompleto ‘ammiccamento’: gli occhi vengono strizzati meno di frequente e questo rallenta la diffusione del film lacrimale sulla superficie dell’occhio con conseguenze che vanno dall’affaticamento al bruciore, dall’irritazione al dolore. Se lo stimolo persiste a lungo questo provoca una infiammazione che può diventare cronica. Studi hanno dimostrato che la visione di fronte a schermi digitali determina una diminuzione del rateo di ammiccamento del 40%”.

Sbattere le palpebre serve a mantenere intatto il film lacrimale, un sottile strato di acqua e lipidi (grassi) sulla superficie dell’occhio che ci fa vedere nitidamente e ci protegge da corpi estranei e sostanze irritanti. Fissare gli schermi per periodi prolungati di tempo significa sbattere le palpebre meno frequentemente e aumentare il rischio di  sviluppare i sintomi della malattia dell’occhio secco, caratterizzata da bruciore, visione annebbiata, infiammazione e nei casi più gravi infezioni oculari.

“Basti pensare che ogni minore di 18 anni accede ai social media almeno 100 volte al giorno e anche i contenuti video che prima erano fruiti  in televisione oggi si vedono sugli schermi degli smartphone” prosegue Barabino “Questo significa una enorme quantità di visione da vicino che porta a stanchezza oculare e disturbi della visione di varia entità che hanno un impatto sullo sviluppo fisico, sociale ed emotivo. ‘Non vedere bene’ infatti si riverbera sulle prestazioni accademiche. Ecco perché la malattia dell’occhio secco è sempre più un disturbo che osserviamo nella popolazione dei giovanissimi e non è più appannaggio della popolazione anziana o delle donne nel periodo che segue la menopausa”

 

C.S.

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