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Cronaca | 16 aprile 2020, 12:56

Imperia: arrestati Domenico Gioffrè, Antonio e Giovanni De Marte ritenuti responsabili dell'incendio di un camion avvenuto a Diano Marina (Foto e Video)

L'episodio si è registrato il 29 marzo. I Carabinieri della Compagnia imperiese e della stazione della città degli aranci hanno chiuso il cerchio in appena due settimane

Imperia: arrestati Domenico Gioffrè, Antonio e Giovanni De Marte ritenuti responsabili dell'incendio di un camion avvenuto a Diano Marina (Foto e Video)

Sono stati arrestati dall'Arma dei Carabinieri Antonio e Giovanni De Marte, padre e figlio rispettivamente di 47 e 23 anni, e Domenico Gioffrè, 27 anni, in quanto ritenuti gli autori dell'incendio del camion di frutta e verdura avvenuto a Diano Marina la sera del 29 marzo scorso. Sono passate poco più di due settimane dall'episodio che ha visto dare alle fiamme in Piazza Taramasco a Diano Marina, alle porte del Comune di Diano Castello, e i Carabinieri hanno chiuso il cerchio sui presunti responsabili- 

Le indagini condotte dai militari della stazione di Diano e della sezione operativa della Compagnia di Imperia supportate dall’intuito di alcuni operatori ed in particolare dalla decisiva memoria storica di un maresciallo da tempo in servizio alla Stazione di Diano Marina, permettevano di “imboccare” la pista giusta.

“Nel 2017, è scritto nella nota stampa inviata dall'Arma, in pieno centro a Diano, gli occupanti di una Fiat Panda bianca si resero responsabili del lancio di un petardo (venne inizialmente segnalato al 112 come l’esplosione di una bomba carta nei pressi di una banca), che richiamò diverse persone sul luogo dell’evento”. Dall’analisi delle immagini del sistema di video sorveglianza pubblica dei comuni del dianese emergeva il transito nella zona teatro dell’evento delittuoso la sera del 29 marzo di una Fiat Panda molto simile a quella utilizzata nel 2017. Le progressioni investigative condotte con l’utilizzo di sofisticati dispositivi tecnici consentivano rendere più nitide i frame e di risalire al proprietario. Si trattava per l’appunto di Antonio De Marte, già noto alle forze dell’ordine.


I Carabinieri non esitavano quindi a recarsi presso la sua abitazione, constatando che il cofano motore del veicolo parcheggiato era caldo al tatto, le portiere erano stranamente aperte e l’abitacolo emanava un forte odore di benzina. Elementi oltremodo indizianti, ma non sufficienti per procedere ad un arresto in flagranza. Il lavoro, però è proseguito: ancora telecamere, filmati, rilevamento di targhe, sommarie informazioni, tanto intuito investigativo e non comune spirito di sacrificio da parte di Carabinieri che, nonostante gli innumerevoli impegni connessi con l’emergenza dovuta al contagio da Covid-19, non si sono mai fermati per comporre il complicato puzzle.

Al termine, dopo appena 15 giorni di infaticabile e certosino lavoro d’indagine -sapientemente coordinato dall’autorità giudiziaria di Imperia - il puzzle sembra comporsi ancorché sono ancora in corso approfondimenti tesi a ricostruire il movente; quella sera, Giovanni De Marte, così come ricostruito dagli investigatori, poco prima dell’incendio, si recò presso un distributore di benzina poco distante per riempire una tanica. Nel frattempo, il padre Antonio e Domenico Gioffrè arrivarono ad una tabaccheria vicina al luogo dell’incendio a bordo dell’autovettura di quest’ultimo, un’Audi S3. Antonio salì sulla Fiat panda con Giovanni De Marte e si recarono sul luogo dell’incendio, che venne materialmente appiccato dal primo cospargendo la cabina dell’autocarro con il combustibile ed innescando l’incendio. Poi risalì in auto e si allontanò in direzione dell’abitazione. Il tutto sotto la sorveglianza del “palo” Domenico Gioffrè. Un particolare non può essere trascurato, indicatore specifico della pericolosità dei soggetti, sia Antonio De Marte che Domenico Gioffrè erano sottoposti a detenzione domiciliare, ovviamente violata per la commissione del reato.

All’alba di questa mattina Carabinieri della Stazione di Diano Marina e della sezione operativa del Nucleo operativo e radio mobile della compagnia di Imperia hanno dato esecuzione alle misure cautelari emesse dal GIP che ha pienamente condiviso la richiesta della Procura della Repubblica. Tutti e tre sono stati arrestati presso le rispettive abitazioni e, dopo le formalità di rito, trasferiti al carcere cittadino e sono a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Redazione

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