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Cronaca | 10 aprile 2020, 07:11

Ventimiglia: come si vive l'emergenza Coronavirus al 'Campo Roya', intervista alla responsabile Marsha Cuccuvè (Video)

All'interno, da fine febbraio, ci sono circa 245 ospiti tra cui 9 nuclei familiari. Molte le iniziative per far passare il tempo e le difficoltà per far capire loro la gravità dell'emergenza.

Ventimiglia: come si vive l'emergenza Coronavirus al 'Campo Roya', intervista alla responsabile Marsha Cuccuvè (Video)

Ne abbiamo parlato per tanti anni, poi l’interesse mediatico da alcune settimane si ovviamente spostato su altri lidi. Si tratta dei migranti che, per almeno tre anni, hanno tenuto banco a Ventimiglia ed al confine italo-francese, da quel lontano 12 giugno 2015 quando i primi hanno manifestato sulla famosa scogliera di ponte San Ludovico.

Poi è arrivato il campo Roya e, tra molti problemi, la situazione si è calmata anche grazie al lavoro fatto all’interno. In molti fino a febbraio scorso, hanno comunque tentato di oltrepassare il confine ma, un mese e mezzo fa è arrivata l’emergenza Coronavirus. Abbiamo così voluto vedere come è la situazione all’interno del campo, intervistando la responsabile dello stesso, Marsha Cuccuvè, della Croce Rossa Italiana.

Marsha ci ha confermato come il momento non sia sicuramente facile: “All’interno abbiamo 245 persone, tra cui 9 nuclei familiari e 4 bimbi piccoli oltre a 42 donne. Gli ospiti del centro sono chiusi all’interno dal 23 febbraio. In questo periodo abbiamo svolto diverse iniziative di informazione, per spiegare agli ospiti la situazione. Dopo il periodo iniziale, in cui molti chiedevano di uscire, ora la situazione è decisamente migliorata”.

Come è cambiato il vostro lavoro dall’emergenza Covid-19? “E’ cambiato completamente, sia sul piano legale che è stato sospeso ed il nostro lavoro è molto meno da ufficio. Stiamo tanto con gli ospiti per far capire loro la situazione, rispondere ad eventuali dubbi e calmare ansie e stress. Lavoriamo molto di più sul piano umano: cerchiamo di inventare attività senza attivare gruppi ravvicinati ma proponiamo lezioni all’aperto in questi giorni di soli”.

Come hanno preso gli ospiti del campo le diposizioni del Presidente del Consiglio e, soprattutto quella relativa all’impossibilità di muoversi all’esterno: “Come dicevo inizialmente è stato difficile, soprattutto nella prima settimana, non farli uscire. Ma, dopo aver mostrato loro giornali e informative sul virus, hanno capito e la situazione è migliorata nonostante lo stress di rimane fermi in un luogo. Fortunatamente gli ampi spazi all’aperto che abbiamo ci aiutano. Passano spesso da noi per chiedere quando finirà”.

A prescindere dalle disposizioni il numero degli ospiti è cambiato in questi 50 giorni di emergenza? “Si è praticamente congelato dall’inizio dell’emergenza, visto che non è più possibile viaggiare. Anzi sono lievemente diminuiti per il trasferimento di alcuni nuclei familiari, in particolari con donne che stavano per partorire”.

Avete regolarmente ricevuto i dispositivi di protezione? “Fin dall’inizio abbiamo fatto un lavoro di disinfezione e sanificazione di tutti gli spazi, sia chiusi che all’aperto, mentre la Croce Rossa ci ha fornito mascherine e guanti. Abbiamo all’interno dei distributori di amuchina, gel disinfettante oltre a quelli di sapone. A mensa, sia in coda che al tavolo bisogna mantenere le distanze oltre ad una serie di misure importanti per garantire la sicurezza di tutti. Sul fronte dei viveri non abbiamo nessun problema perché abbiamo i fornitori che ci distribuiscono regolarmente”.

Sul piano sanitario fortunatamente non si sono registrati casi positivi, ma avete avuto problemi con qualche ospite che ha presentato sintomi? “Per fortuna non ci sono stati e quello che abbiamo fatto è stato il monitoraggio di tutti, in particolare chi era arrivato a suo tempo dalle zone ‘rosse’ e giornalmente abbiamo personale Asl che esegue controlli sugli ospiti”.

Come sarà il futuro del campo Roya e del flusso di migranti quando terminerà l’emergenza? “In questi giorni è una domanda che mi sono fatta più volte, ovvero se ci sarà un aumento del flusso, oppure no. Non so se il Covid-19 lascerà il segno e un po’ di paure. Per ora è ovviamente tutto bloccato e staremo a vedere ma, per ora, cerchiamo di fare il nostro meglio per tutti”.

Redazione

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