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Politica | 04 marzo 2020, 07:11

Bollette "salate" nel dianese, Chiappori "Se ci sono stati errori di calcolo Rivieracqua li verifichi, ma l'accordo era già stato raggiunto tra il comune e la società"

"Nei precedenti incontri - ha sottolineato il primo cittadino dianese - avevamo ottenuto il pagamento dilazionato in tre-quattro rate per le bollette già emesse; termine che sarebbe dovuto partire dalla scadenza"

Bollette "salate" nel dianese, Chiappori "Se ci sono stati errori di calcolo Rivieracqua li verifichi, ma l'accordo era già stato raggiunto tra il comune e la società"

"Se ci sono stati errori di calcolo per la fascia, senza fare le dovute differenze, occorre che Rivieracqua verifichi il tutto e faccia un eventuale conguaglio sulle bollette successive". Lo ha affermato a Imperianews il sindaco di Diano Marina, Giacomo Chiappori, uno dei comuni al centro del caso delle bollette "salate" recapitate a numerosi cittadini, commercianti e albergatori. Ieri in Comune si è tenuto un incontro tra gli operatori del settore, i membri del cda della società, la presidente della Confcommercio Golfo Dianese, Franca Weitzenmiller e Americo Pilati, presidente dell’Unione Regionale Ligure Albergatori e Turismo. Tanti i nodi da sciogliere e tra questi anche gli importi, giudicati errati da alcuni cittadini e imprenditori. Sul punto in rappresentanza della società è intervenuta Sara Rodi, del consiglio di amministrazione, la quale alla nostra testata ha reso noto che la società si rende disponibile a valutare caso per caso anche se ad esempio qualcuno ha registrato "errori" nella cifra richiesta.

"Siamo disponibili a verificare tutto anche con il singolo utente - ha dichiarato Sara Rodi - che però deve venire presso i nostri sportelli a sollevare se c'è qualche errore nella bolletta. Chi invece, non ha la lettura ma riceve la bolletta con una stima può dare la lettura e noi siamo disponibili anche a rivedere l'ultima bolletta emessa in base alla lettura effettiva". Sul punto è intervenuto il primo cittadino dianese il quale ha invocato la chiarezza delle cifre per gli utenti. "La bolletta emessa è ormai emessa - ha affermato Chiappori - ma le somme possono essere scalate in quella successiva".

Le richieste degli operatori del settore turistico e imprenditoriale non sono finite qua. In molti hanno chiesto infatti, che il termine per il pagamento della prima rateizzazione venga posticipato a giugno ossia quando la stagione estiva permetterà di rimpolpare le casse delle attività duramente provate non solo dalla crisi economica generale, ma anche dalla serie di cancellazioni delle prenotazioni dovute all'emergenza sanitaria per il coronavirus. "Nei precedenti incontri - ha sottolineato il primo cittadino dianese - avevamo ottenuto il pagamento dilazionato in tre-quattro rate per le bollette già emesse; termine che sarebbe dovuto partire dalla scadenza. Non credo che questa richiesta sia possibile da accettare. L'accordo più logico è dilazionare e piano piano regolarizzare il tutto".

In buona sostanza per l'amministrazione comunale ottenere la rateizzazione è stato già un grande risultato, ma il sindaco ha ammesso che in alcuni casi "c'è stato un problema di fatturazione elettronica. Per sei-sette mesi non hanno fatturato e poi le bollette sono arrivate tutte in un colpo e così non è giusto soprattutto per chi deve pagare cifre importanti".

In molti poi, chiedono che non vi sia disparità per le tariffe da comune a comune: "Queste differenze che ci sono nelle tariffe e nelle fasce, - ha sottolineato ieri a margine dell'incontro in Comune Sara Rodi del consiglio di amministrazione di Rivieracqua - noi le abbiamo ereditate dai comuni che gestivano il servizio quindi queste differenze ci sono sempre state. Capisco che a fronte di una situazione economica più difficile e gli incrementi tariffari che si sono andati a sommare agli importi originari, probabilmente se ne rendono conto solo oggi, ma ci sono sempre state queste differenze. Noi le abbiamo ereditate e non siamo intervenuti modificando le tariffe prima applicate dai comuni".

Per il sindaco Chiappori sarebbe stato opportuno, per evitare ciò, che tutti i comuni "fossero dentro a Rivieracqua. Se fosse stato così saremmo arrivati ad una tarrifa unica e avremmo avuto - chiosa il primo cittadino - la gestione di 46 milioni di entrate e non invece, di 10 milioni e non avremmo avuto bisogno di un socio privato".

Angela Panzera

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