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Imperia Golfo Dianese | 27 febbraio 2020, 16:27

Coronavirus: Claudio Scajola "Preoccupato, ma per gli effetti economici, a rischio le nostre imprese e il nostro commercio" (video)

"Io sono fortemente preoccupato per l’economia dell’Italia, per l’economia del nostro territorio, perché se uno legge notizie così allarmanti date da organi dello Stato e delle regioni, nella nostra terra che è fatta in gran parte di turismo non verrà più nessuno"

Coronavirus: Claudio Scajola "Preoccupato, ma per gli effetti economici, a rischio le nostre imprese e il nostro commercio" (video)

Si dice preoccupato, non per il coronavirus, ma per gli effetti che la gestione del caso possono creare sull’economia nazionale e del territorio. Il sindaco di Imperia Claudio Scajola ha commentato la psicosi dovuta al diffondersi dei casi in Liguria e nelle altre regioni del covid-19.



Non ho chiuso gli impianti sportivi, non ho chiuso la piscina, - ha spiegato - ho cercato di limitare al limite del minimo ciò che era proprio necessario, perché così ci veniva richiesto dal decreto del presidente del consiglio e poi dopo dal decreto del presidente della regione. Noi a Imperia siamo al momento nella massima tranquillità. Abbiamo attivato il Coc, stiamo monitorando quello che è necessario, però io ho più paura del panico e di quelli che vogliono diventare degli scienziati che per essere più tranquilli vogliono vietare tutto, con il rischio che facciamo fallire le nostre imprese e il nostro commercio. Si è montata una roba eccessiva. Credo che questo sia il pericolo vero che stiamo correndo”.

Sulla gestione del caso a livello emergenziale, Scajola commenta: “Io come voi ho letto, guardo, ascolto, mi informo, sento le diverse interviste. Mi pare che i dati dimostrino che c’è una paura eccessiva, che ci sono i fomentatori della paura, ci sono quelli che ci marciano sulle misure più restrittive possibili, ci sono in sostanza più esibizioni di muscoli che buonsenso. Io sono fortemente preoccupato per l’economia dell’Italia, per l’economia del nostro territorio, perché se uno legge notizie così allarmanti date da organi dello Stato e delle regioni, nella nostra terra che è fatta in gran parte di turismo non verrà più nessuno. La ricaduta è assolutamente pericolosa, quindi l’invito mio è di non drammatizzare, di informarsi e di seguire le regole. In Francia hanno fatto 400 tamponi, in Italia ne abbiamo fatti quasi diecimila. Ci sono indicazioni che dicono che le mascherine non si devono mettere. La regola principale è una: se ti senti due linee di febbre telefona al 112. Limitiamoci a questo, non stiamo a creare paure infondate, anche perché abbiamo visto che se hai due linee di febbre, chiami il 112, ti potranno dire che hai una normale influenza, oppure che hai il coronavirus, e se hai il coronavirus e avverti al 112 per tempo che hai due linee di febbre, è guaribilissimo. Quindi credo che non si debba drammatizzare perché il danno che procuriamo alla nostra economia, quindi a noi stessi è enorme”.

Come valuta la gestione della Regione?

Ha seguito le prime direttive un po’ confuse da parte del centro nazionale. Io dovessi dire, e questo lo vedo anche sul tema più vasto della gestione dei flussi turistici e di quant’altro, io credo che queste divisioni di competenze siano pericolosissime. Io ritengo che ogni emergenza debba essere gestita da un centro unico, e il centro unico è la protezione civile nazionale. Tutto il resto può provocare delle eccessive reazioni che sono solo negative”.

Francesco Li Noce

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