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Politica | 24 febbraio 2020, 11:58

Uscita da Forza Italia di Emanuele Del Compare: l'ex portavoce risponde in modo piccato a Simone Baggioli

“Non comprendendo nemmeno la ragione di tale attacco deliberatamente connotato da toni personalistici tenuto conto che le mie osservazioni non possono in alcun modo riferirsi alla sua persona".

Uscita da Forza Italia di Emanuele Del Compare: l'ex portavoce risponde in modo piccato a Simone Baggioli

“Leggo dai media con raddoppiato stupore il comunicato del forzista Baggioli circa le mie insindacabili ragioni politiche che hanno allontanato il sottoscritto dal partito, nonché le fuorvianti argomentazioni sul mio il personale pensiero espresso sulle odierne politiche nazionali messe in campo da Forza Italia, ritenendo poco pertinenti e fuori luogo le sue affermazioni”.

Interviene in questo modo l’ex portavoce degli ‘azzurri’ a Sanremo, in risposta a Simone Baggioli (QUI), attuale coordinatore provinciale. “Non comprendendo nemmeno la ragione di tale attacco deliberatamente connotato da toni personalistici – prosegue - tenuto conto che le mie osservazioni non possono in alcun modo riferirsi alla sua persona. È di tutta evidenza che la mia politica ideologica sia lontana rispetto alla posizione del consigliere Baggioli atta alla semplice ricerca della visibilità mediatica. È questa la nuova politica di Forza Italia? Ove chi esprime un libero pensiero con spirito di critica obiettivo, scevro da qualsiasi riferimento personale, viene deliberatamente attaccato ed irriso per non aver ottenuto un risultato elettorale? Dove chi ha lavorato per anni con abnegazione e serietà con spirito altruistico di squadra è tacciato di ricoprire ruoli inesistenti, quando sino a ieri la stessa squadra, di cui l'attuale consigliere faceva parte, ha beneficiato per i servigi resi? È questo il nuovo corso di Forza Italia?, dove inclusione e rinnovamento vengono sbandierati come vessilli in nome del nuovo che avanza ma che in realtà stanno avvilendo la politica di Forza Italia, locale e nazionale, ad un tentativo di campagna acquisti fatta da giochi di palazzo tipica della prima repubblica? È questa la buona ricetta?”

“Ne prendo atto, e posso serenamente affermare che la personale convinzione di aver fatto la scelta giusta ne esce decisamente rafforzata. Premesso che ritengo improduttive queste discussioni in periodo pre-elettorale, è doveroso ribadire con energica fermezza quanto espresso nel mio breve pensiero precedente. Come già anticipato, in questo periodo storico di aspri conflitti sociali, la politica dell'incertezza e la mancanza di coerenza rispetto alla storia di Forza Italia avviatasi nel lontano 1994, ha dato luogo ad un progressivo allontanamento degli elettori e conseguente calo vertiginoso dei consensi (la prova provata è il risicato 2,56 % per un totale di 55.317 voti ed un solo seggio assegnato in una regione di quattro milioni e mezzo di abitanti quale è l'Emilia Romagna). Contestualmente, la mancanza di capacità di adeguarsi ai tempi e ancor più gravemente l'incapacità di ascoltare le stesse richieste avanzate dagli elettori moderati del centro destra di Forza Italia, che a gran voce da anni chiedevano i congressi ed una linea più decisa e marcata rispetto alle politiche del centro sinistra, hanno inevitabilmente e legittimamente orientato questi ultimi verso gli schieramenti alleati. Politica che, ribadisco, non condivido e non mi rappresenta in questo momento storico”.

“In ordine al mio ruolo nel movimento politico, vista l'infondatezza delle affermazioni dell'amico Baggioli, mi corre l'obbligo precisare, mio malgrado poiché non è mia consuetudine dar seguito ad inutili polemiche, che la nomina di portavoce risale al lontano 2014, anno in cui l'allora commissario Gianni Rolando nominò tre portavoce, due dei quali successivamente abbandonarono. Nel corso degli anni mi furono inoltre affidati: il coordinamento della segreteria organizzativa, la responsabilità della comunicazione stampa e gestione dei social (centinaia i comunicati a firma del sottoscritto sono stati pubblicati, è sufficiente fare una verifica su un qualsiasi motore di ricerca per assicurarsi della veridicità del mio incarico). Mi chiedo invece per quale ragione queste perplessità, se realmente fondate e non meramente pretestuose, non siano state sollevate durante lo svolgimento del mio incarico in tempi non sospetti ed antecedenti questa sterile polemica. In ogni caso, per sgomberare il campo da ogni dubbio circa la fondatezza di quanto da me scritto, invito i media a verificare e chiedere conferma all'ex Commissario cittadino di Forza Italia Gianni Rolando ed all'ex coordinatore provinciale Marco Scajola persone con e quali è stato condiviso l'operato politico della squadra con cadenza quasi quotidiana. Peraltro colgo nuovamente l'occasione per ringraziare codeste persone per la fiducia accordata e per il rispetto che hanno sempre mostrato per il lavoro da me svolto”.

“Chiudo questa breve replica con una osservazione – termina Del Compare - appare del tutto singolare che il neo commissario provinciale non abbia cognizione circa l'organigramma e la struttura del movimento politico che rappresenta non conoscendo il ruolo di porta-voce, tenuto conto che in Forza Italia è un incarico di cui si fa largo utilizzo. Fu portavoce nazionale del partito Giovanni Toti sino all'elezione a Governatore della regione e lo è, tutt'oggi, l'On. Giorgio Mulè essendo quest'ultimo portavoce dei gruppi parlamentari di Forza Italia”.

Redazione

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