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Attualità | 18 febbraio 2020, 13:43

Ventimiglia: avviato laboratorio di Arteterapia per un gruppo di alunni diversamente abili dell'Istituto Fermi

L’obiettivo del progetto è di sviluppare l’auto conoscenza, la riflessione e l’elaborazione del proprio mondo emotivo e di raggiungere maggiore consapevolezza ed autostima ma anche di sviluppare competenze artistiche e linguistiche

Ventimiglia: avviato laboratorio di Arteterapia per un gruppo di alunni diversamente abili dell'Istituto Fermi

Anche quest’anno è stato avviato il laboratorio di Arteterapia 'Mille e una storia' per un gruppo di alunni diversamente abili dell’Istituto di Istruzione Superiore Fermi di Ventimiglia. Il laboratorio, voluto dalla Dirigente Scolastica, Dott.ssa Antonella Costanza e avviato grazie al coordinamento della Professoressa Laura Delegati, è ideato e condotto da Monica Di Rocco, Insegnante di Arte ed Arteterapeuta, con il supporto dei docenti dell’Istituto. L’obiettivo del progetto è di sviluppare l’auto conoscenza, la riflessione e l’elaborazione del proprio mondo emotivo e di raggiungere maggiore consapevolezza ed autostima ma anche di sviluppare competenze artistiche e linguistiche.

“Per questo progetto - dice la Professoressa Di Rocco - ho previsto l’utilizzo della fiaba in quanto le FIABE, sia quelle tradizionali sia le storie fantastiche di autori più moderni, sono un potente strumento educativo con forti implicazioni terapeutiche, che possono influire positivamente sul raggiungimento di un sano e completo sviluppo psicologico.


Abbiamo iniziato analizzando alcune fiabe, nello specifico sulla ìdiversitàì, come Il Brutto Anatroccolo. Abbiamo poi  realizzato 5 immagini relative a 5 funzioni di Propp: Protagonista, Antagonista, Ostacolo/Problema, Aiuto esterno, Risoluzione.
In questo momento stiamo creando  storie nuove con testo e immagini (relative alle funzioni di Propp), prendendo spunto anche da alcune carte che attivano la fantasia (ad es. Tullet) oppure da temi suscitati dalla condivisione in gruppo su  problematiche in ambito scolastico, sociale e famigliare.

Le nuove storie verranno presentate attraverso l’uso del Kamishibai, un antico metodo giapponese di raccontare storie utilizzando un teatrino portatile di legno. Dentro alla valigetta/teatrino di legno, vengono inserite le immagini: da una parte il disegno e dall’altra il testo. Lo spettatore vede l’immagine mentre il narratore legge la storia. Un teatro che sale in cattedra, usandola come luogo scenico per creare un forte coinvolgimento tra narratore e il pubblico. Le nuove storie, create dal gruppo, verranno poi raccontate ai ragazzini  più piccoli facendo diventare gli alunni parte attiva del processo di apprendimento".

La Professoressa Di Rocco recentemente ha scritto un libro di Arteterapia applicata ai migranti dell’estremo Ponente Ligure. È stata invitata a presentarlo al prossimo Convegno Europeo di Arteterapia EFAT a Riga, in Lettonia, alla fine di Aprile.

C.S.

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