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FESTIVAL DI SANREMO | 09 febbraio 2020, 14:52

#Sanremo2020: due chiacchiere con Vincenzo Mollica, il vero vincitore morale del festival

"Questa è una città che amo profondamente, vengo dall'81 e tra i tanti riconoscimenti ho molto apprezzato la targa che il Sindaco Biancheri mi ha consegnato sul mio storico balconcino"

#Sanremo2020: due chiacchiere con Vincenzo Mollica, il vero vincitore morale del festival

Corale ed unanime è il riconoscimento attribuito a Vincenzo Mollica, nella sua partecipazione al festival di "fine carriera". E' proprio qui infatti, nella capitale delle polemiche pseudo-artistiche e del gossip che tutti, da Vasco Rossi ai Maestri dell'orchestra vogliono riconoscergli pubblicamente un plauso per la sua professionalità e pacatezza.

Lo incontro per fare due chiacchiere ed un piccolo bilancio.

In tanti anni di attività tra gli Oscar a Los Angeles ed il Festival quale è il consiglio che puoi dare ai professionisti dello spettacolo... una sorta di elisir per riuscire a sopravvivere in questo mondo difficile e competitivo?

«Sembrerà banale, ma in televisione, come nella vita, essere se stessi sempre è la regola che vince. Se tu non tradisci il tuo pubblico con finzioni sceniche nel lungo periodo sarai ricompensato. Si, essere se stessi è la cosa più bella, che ti fa accogliere nelle case della gente per quelle che sono le tue qualità, mettendo in ombra i difetti o addirittura rendendoli motivo di unicità».

Noi ci vediamo a Sanremo dal '90, ma tu eri qui già da tanti anni. Qual è il tuo rapporto con questa splendida città?

«Questa è una città che amo profondamente, vengo dall'81 e tra i tanti riconoscimenti ho molto apprezzato la targa che il Sindaco Biancheri mi ha consegnato sul mio storico balconcino. Qui si vive per due settimane e poi ancora dopo, immersi nella musica. La città si trasforma in qualcosa di unico ... indescrivibile.
C'è qualcosa in comune tra gli Oscar ed il Festival. In America la liturgia per la consegna delle statuette dura un anno ed ha ricadute mondiali. Oggi anche dietro al festival c'è un lungo lavoro di tante persone e l'impatto sulla città ed a livello nazionale è davvero importante».

Lascio Vincenzo che è stanco, provato dalla settimana di lavoro a tempo pieno e dalla malattia. Il suo sorriso e la sua stretta di mano trasmettono però tutta l'energia e la positività che lo hanno reso un personaggio unico. Un grande esempio per tutti.

Corrado Buffa

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