Qualcuno dice che ci sono due Sanremo, quella di giù e quella di su, quella pettinata del centro e quella più stropicciata della Pigna. A unirle non ci sono solo i carruggi che portano alla città vecchia, ma anche una scia di musica che va dal palco più famoso d’Italia all’anfiteatro naturale del centro storico, dall’Ariston a San Costanzo, dal Festival di Sanremo a Rock in the Casbah. Una storia parallela che si ripete da ormai 20 anni, quando dall’idea di qualche musicista nostrano è nato il festival rock diventato poi il più longevo e amato del Ponente.
A unire quei due palchi, poi, sono arrivati i grandi nomi della musica italiana che, negli anni, si sono esibiti per una Sanremo e per l’altra, facendole unire in una cosa sola nel nome della musica. I Pinguini Tattici Nucleari, tra i ‘big’ (un po’ a sorpresa) del 70° Festival di Sanremo sono solo la conferma di un fil rouge tirato attraverso gli anni. Sono stati a Rock in the Casbah nell’estate del 2018 e, a febbraio, li vedremo anche all’Ariston, in mondovisione.
Il primo nome a unire i due palchi delle due Sanremo è stato quello di Frankie Hi-Nrg, a Rock in the Casbah nel 2005 (sesta edizione della rassegna) e al Festival nel 2008 con “Rivoluzione”, e nel 2014 con “Un uomo è vivo” e “Pedala” (era l’anno dei due brani in gara).
I Baustelle sono stati a Rock in the Casbah nel 2006, non hanno mai partecipato al Festival ma sono stati parte attiva della kermesse con il frontman Francesco Bianconi, autore de “La cometa di Halley” in gara a Sanremo nel 2010 cantata da Irene Grandi e nel 2013 con “Il futuro che sarà” interpretata da Chiara.
L'anno dopo un altro filo diretto tra le varie anime musicali cittadine con i Khorakané, vincitori di Area Sanremo e premio della critica a Sanremo Giovani oltre alla presenza sul palco di Rock in the Casbah. Sempre nel 2007 Filippo Graziani si esibì a Sano Costanzo per poi salire sul palco del Festival nel 2014 tra i Giovani.
Si passa poi al 2010 con gli Almamegretta sul palco di Rock in the Casbah e poi protagonisti al Festival tre anni dopo con i brani “Mamma non lo sa” e “Onda che vai” (anche in quell’edizione si partecipava con due canzoni inedite).
Un altro grande nome che unisce le due rassegne è quello dei Marlene Kuntz, un’istituzione nel panorama indie nazionale. I ‘Marlene’ hanno suonato a Rock in the Casbah nel 2011 per poi prendere parte al Festival l’anno successivo con “Canzone per un figlio”.
L’edizione successiva di RITC ha ospitato a San Costanzo gli Zen Circus, altro gruppo storico che proprio l’anno scorso ha fatto il proprio esordio anche all’Ariston con la canzone “L’amore è una dittatura”. Molto particolare, invece, la storia dei Perturbazione. La band piemontese è stata l’unica ad esibirsi al Festival di Sanremo e a Rock in the Casbah nello stesso anno, il 2014. A febbraio furono all’Ariston con “L’Italia vista dal bar” e “L’unica”, mentre ad agosto chiusero il loro tour proprio con l’esibizione nel centro storico.
Due anni, invece, separano l’esibizione dei Marta sui Tubi al Festival con “Dispari” e “Vorrei” da quella a Rock in the Casbah nell’agosto del 2015. Prima dei Pinguini Tattici Nucleari, l’ultimo legame tra RITC e il Festival porta il nome dei Bluebeaters, band che nel 2017 è stata a San Costanzo mentre l’anno prima aveva accompagnato Neffa al Festival con “Sogni e nostalgia”.
Negli anni, in mezzo ai grandi nomi della musica italiana, anche tanti emergenti che poi hanno fatto strada su scala nazionale. Tra tutti gli imperiesi Seawards, a Rock in the Casbah nel 2017 e protagonisti dell’ultima edizione di X Factor.