/ GOURMET

GOURMET | 02 gennaio 2020, 19:15

A Imperia ha aperto la pinseria KILO, dove l'arte della pizza incontra l'amore per la cucina

Aperto da pochi giorni, ha riscosso immediatamente un grande successo grazie ad un passaparola degli amanti della buona cucina e in grado di accontentare sia chi cerca piatti nuovi e dal sapore irresistibile sia gli appassionati della pizza tradizionale.

A Imperia ha aperto la pinseria KILO, dove l'arte della pizza incontra l'amore per la cucina

A Imperia, sul lungomare Colombo lo chef Jacopo Chieppa insieme ad uno staff di giovani collaboratori ha aperto questo nuovo locale ristrutturato con grande attenzione e mantenendo in perfetto equilibrio tradizione e modernità.

Il risultato finale è un ambiente accogliente, giovane e informale, con una identica impostazione della cucina, che accanto ad un’ottima pizza tradizionale offre la novità della “pinsa” e piatti gourmet realizzati sempre con grande estro e creatività.

Per Imperia è il primo locale ad offrire una “pinsa” di grande eccellenza e forse conviene spendere due parole proprio su questo aspetto. Pizza e pinsa, sono due prodotti simili fra loro, ma in realtà molto diversi. A renderle diverse sono in particolare la forma (rotonda la prima, allungata a vassoio la seconda), gli ingredienti utilizzati e la preparazione.

Per preparare la “pinsa” si utilizza una miscela di farine, frumento, soia e riso, con poco lievito rispetto alla pizza tradizionale e con idratazione maggiore che va oltre l’80%. I tempi di lievitazione e maturazione sono diversi: si va da un minimo di 24/36 ore ad un massimo di 72. La pinsa non è una derivazione della pizza perché in realtà è vero il contrario: la pinsa è nata prima e viene citata da Virgilio nell’Eneide, come il primo cibo consumato da Enea una volta approdato sulle coste dell’attuale Lazio. La forma ovale deriva dal fatto che veniva cotta prima ed usata come vassoio su cui riporre preparazioni ricche di sugo e farcita con i più disparati ingredienti. La pinsa si presenta croccante fuori e morbida dentro e risulta più digeribile rispetto alla pizza tradizionale. Sparita dall’orizzonte della ristorazione è stata riscoperta più recentemente nella capitale e, grazie all’apertura di nuove “pinserie”, si sta diffondendo rapidamente in tutta Italia, non sostituendosi alle pizzerie, ma presentandosi come una alternativa alla classica pizza.

Per realizzare la pinsa servono forni e apparecchiature specifiche ed in particolare la temperatura del locale deve essere mantenuta costante a 22° durante tutto il giorno per permettere una lievitazione e maturazione perfetta degli impasti. La farcitura della pinsa, che viene cotta prima, permette alla fantasia ed alla creatività dello chef, di spaziare dalle preparazioni classiche a quelle più originali.

Ad accogliervi nel nuovo locale con il sorriso e grande professionalità è Melania, la moglie di Jacopo, che con il giovane staff di sala vi aiuterà ad orientarvi nella scelta dei piatti della carta, che si divide in quattro parti: le prime tre, dove potrete scegliere fra pizza o pinsa, sono Tradizione, Moderna e Contemporanee, mentre la quarta sezione è dedicata ai Piatti veloci.

Eccovi alcuni esempi: fra le pizze di “Tradizione”, dal costo variabile fra 6 e 8,5 euro troviamo la classica Marinara, Margherita, Diavola, Napoli e Vegetariana; fra quelle “Moderne” con prezzi fra 9 e 12 euro, troviamo la “Ligure” con mozzarella pesto, prescinseua, pinoli e patate, “È Cozza, ma buona” con mozzarella, crema di cozze, pomodoro confit, la “Delicata” con Gorgonzola di capra e Castelmagno, la “Zuccona” con crema di zucca, provola e cipolla viola, e la “Emma” con stracciatella acciuga del cantabrico e cipolla in agrodolce;

 

fra quelle Contemporanee al costo di 14 euro, troviamo “Kà Crudo” con caco fresco, gorgonzola piccante e prosciutto san Daniele; la “Scamorza profumata” con scamorza, gambero e pepe rosa; “Kokò” con uovo marinato 18 ore al basilico e spuma di parmigiano e carciofi, la “Baccalà” con spinaciotti, scalogno e baccalà e la “Piemonte” con porri di Cervere, formaggio Raschera e salsiccia di Bra.

I Piatti veloci vogliono essere un’alternativa ai prodotti del forno e sono piatti unici in grado di accontentare anche i più esigenti: Tartare di carne, maionese alla liquirizia e soia, misticanza e crumble a 12 euro, Uovo croccante di riso, crema di zucca gorgonzola e caffè a 9 euro, allo stesso prezzo il Tagliere di formaggi e salumi mentre a 10 euro trovate Vitello tonnato e Baccalà.

I dessert, deliziosi e raffinati, sono indicati sulla lavagnetta.

La carta delle bevande propone birre, anche artigianali e vini del territorio.

Tutte le proposte sono autentiche perle gourmet, piccoli capolavori realizzati con amore e ottima scelta delle materie prime. Una carta che promette di seguire il ritmo delle stagioni con proposte che potranno variare nel corso dell’anno, ma mantenendo sempre alcuni piatti che rappresentano l’impronta dello chef e che testimoniano la sua grande esperienza acquisita in diverse cucine stellate: ultima in ordine tempo il Mirazur del tre stelle Michelin, Mauro Colagreco, e prima con Giampiero Vivalda dell’Antica Corona Reale, dopo aver lavorato alla Conchiglia di Arma di Taggia e alla Femme di Diano Marina.

Dopo anni di duro lavoro, dopo aver appreso tecnica e rigore professionale, ha maturato l’idea di aprire un locale tutto suo, proprio a Imperia, la sua città natale. Con sacrificio e passione si è lanciato con slancio in questa avventura, e, attraverso un corretto rapporto qualità prezzo, ponendosi l’obiettivo di rendere alla portata di tutti la cucina “gourmet”. Jacopo non vuole usare il termine gourmet, che spesso è sinonimo di costoso e non popolare, come invece vuole essere la sua proposta gastronomica. 

La forza del locale sta nell'entusiasmo e la passione che anima tutto lo staff di sala e di cucina, dove opera il braccio destro di Jacopo, Christian Brunengo, un vero mago degli impasti e della cottura.

La scelta delle materie prime è fatta sempre con grande cura, da segnalare anche l’utilizzo dell’olio evo e dell’intera gamma dei prodotti del Frantoio Mela di Sant’Agata di Oneglia, che rappresentano una vera eccellenza del territorio, come ad esempio le olive taggiasche candite utilizzate nella preparazione dei dessert.

Il ristorante è aperto tutti i giorni dalle 19.00 alle 24.00 per informazioni e prenotazioni telefonare al 0183.681213 e dispone di una vivace pagina Facebook: https://www.facebook.com/kilopinseria/

 

 

Claudio Porchia

MoreVideo: le immagini della giornata

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium