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Attualità | 15 dicembre 2019, 12:35

La Benedizione di Papa Francesco per i 60 anni di sacerdozio di Don Grasso, parroco a Gorra e Olle

Il religioso è stato parroco anche in numerose località dell'Imperiese, e ovunque è ricordato con affetto dai suoi parrocchiani

Un momento della cerimonia per don Grasso l'8 dicembre a Oneglia

Un momento della cerimonia per don Grasso l'8 dicembre a Oneglia

Un traguardo importante e decisamente non consueto: ben sessant’anni di sacerdozio vissuti con umiltà, discrezione ma soprattutto con un immenso e reciproco amore da e verso tutti i suoi parrocchiani.

Stiamo parlando di Don Giovanni Grasso, attualmente parroco nelle parrocchie di San Bartolomeo Apostolo in Gorra e San Giovanni Battista decollato a Olle.

Nella mattinata di domenica 15 dicembre i parrocchiani delle due frazioni finalesi lo festeggiano con una festa a sorpresa, un evento semplice come piace a lui, un piccolo aperitivo benaugurante dopo la Santa Messa delle 10:30, nella quale tutti gli amici si riuniranno per pregare assieme e ringraziare il Signore per avere donato un Sacerdote buono, discreto che si definisce anche un po' "orso" ma che invece col suo sorriso e le sue parole riesce a mettere tutti a proprio agio.

Era proprio il giorno di Santa Lucia, il 13 dicembre di 60 anni fa, quando Don Grasso veniva consacrato sacerdote, dall’allora Vescovo Mons. Raffaele De Giuli nella chiesa parrocchiale di Bardino Vecchio. Al tempo era infatti tradizione che le consacrazioni si effettuassero nella parrocchia di provenienza, mentre oggi si celebrano in cattedrale ad Albenga.

Dopo la prima messa, celebrata nella sua parrocchia natale, Bardino Vecchio, in queste sei decadi, Don Grasso è stato Parroco a Gazzo d’Arroscia e Lenzari (frazione di Vessalico) dove ricorda con commozione il primo matrimonio che ha celebrato, ed anche il primo battesimo amministrato. È stato viceparroco nella Basilica di San Nicola di Bari a Pietra Ligure dove ricorda i begli anni passati assieme a Mons Rembado e il periodo del Concilio Ecumenico Vaticano II. Per oltre vent’anni è stato parroco a Imperia Oneglia in San Giovanni Battista. Inoltre per una decina d’anni ha ricoperto molteplici incarichi nella Curia Vescovile di Albenga e in quel periodo celebrava messa nella frazione ingauna di San Fedele e andava a sostituire i parroci della diocesi, non avendo lui nessuna parrocchia da amministrare.

Ma oltre ad essere benvoluto e stimato in tutto il finalese ed avere lasciato ricordi nelle chiese dove è stato, è sicuramente a Oneglia che Don Giovanni ha lasciato il segno più tangibile del suo passaggio: la comunità parrocchiale imperiese conserva nei suoi confronti affetto e gratitudine tanto che, quando il Parroco ha lasciato Oneglia, con l’arguta ironia che da sempre lo contraddistingue ha commentato sorridendo: “Ho avuto la fortuna di assistere al mio funerale”, riferendosi alle lacrime dei parrocchiani rattristati dal suo trasferimento.

Domenica scorsa, nel giorno dell’Immacolata Concezione, Monsignor Ennio Bezzone, oggi parroco a Oneglia, ha organizzato una bella festa per il sessantennale di sacerdozio di Don Grasso e ancora una volta i parrocchiani hanno potuto far sentire il loro affetto e la loro vicinanza, dimostrando di non averlo mai dimenticato e di portarlo sempre nel cuore.

I suoi amici lo festeggiano con il cuore colmo di gioia per questo anniversario così importante. Anche il gruppo "Gli amici delle Tradizioni" da lui fortemente voluto per riprendere le feste negli antichi Oratori della Parrocchia di Gorra, si unisce con gioia ai festeggiamenti e con affetto si felicita col Don per il traguardo raggiunto.

Concludiamo con una curiosità: Don Giovanni Grasso è stato ordinato sacerdote il 13 dicembre, lo stesso giorno di Papa Francesco, il quale però celebra il suo 50esimo di sacerdozio.

E, sorpresa nella sorpresa, due collaboratori di Gorra hanno fatto pervenire a Don Grasso la benedizione papale nella quale si legge: “Sua Santità Francesco imparte di cuore la Benedizione Apostolica a Giovanni Grasso in occasione del 60° Anniversario di Ordinazione Presbiteriale ed invoca copiosi doni e conforti celesti auspicando che il suo Ministero sia sempre icona e trasparenza del Volto di Cristo”.

Alberto Sgarlato

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