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Cronaca | 11 dicembre 2019, 17:31

Spese pazze in Regione: chieste le condanne per diciannove consiglieri tra cui gli imperiesi Saso e Saldo

L’accusa è di peculato e riguarda la legislatura tra il 2005 e il 2010. Le spese contestate risalgono agli anni tra il 2008 e il 2010

Spese pazze in Regione: chieste le condanne per diciannove consiglieri tra cui gli imperiesi Saso e Saldo

Tre anni per Alessio Saso e due anni e sette mesi per Gabriele Saldo. Sono due delle richieste di pena formulate questa mattina dal pubblico ministero della procura di Genova Massimo Terrile nell’ambito del processo bis sulle cosiddette spese pazze in consiglio regionale.

Sono diciannove in tutto le richieste di condanna che variano dai due anni e un mese ai tre anni chieste per ex e attuali consiglieri regionali. L’accusa è di peculato e riguarda la legislatura tra il 2005 e il 2010. Le spese contestate risalgono agli anni tra il 2008 e il 2010.

Tra gli imputati figurano anche il senatore Pd, ex segretario regionale del partito, Vito Vattuone, per cui il pm ha chiesto la condanna a due anni e quattro mesi. Per Matteo Rosso sono stati chiesti due anni e un mese, due anni e quattro mesi per Luigi Morgillo, tre anni per Vincenzo Nesci, due anni per Franco Orsi, due anni e nove mesi per Gino Garibaldi e due anni e tre mesi per Pietro Oliva, questi ultimi all’epoca appartenenti a Forza Italia.

Chiesti ancora due anni e cinque mesi per Michele Boffa, due anni e sette mesi per Luigi Cola, due anni e due mesi per Nino Miceli, due anni e due mesi per Ezio Chiesa, due anni e un mese per Moreno Veschi e Minella Mosca, questi ultimi appartenenti al Pd.

Chiesti tre anni per Cristina Morelli, due anni e sei mesi per Carlo Vasconi, entrambi eletti con i Verdi, e due anni e sei mesi per Giacomo Conti, di Rifondazione Comunista.

Per l’ex di Alleanza Nazionale, oggi in Casapound, Gianni Plinio, il pm ha chiesto la condanna a due anni e un mese. Secondo quanto emerso dalle indagini, i diciannove imputati avrebbero usato i soldi pubblici dei rimborsi ai gruppi consiliari per acquisti personali come dvd, piante, caramelle, brioches, bottiglie di vino e soggiorni in hotel con percorsi benessere.

Il 30 maggio scorso un’altra sentenza nell’ambito del processo sulle spese pazze aveva portato alla condanna di diciannove ex consiglieri regionali. Tra questi Alessio Saso, condannato a due anni e dieci mesi. A Saso, che a Imperia ha ricoperto il ruolo di vice sindaco, sono stati contestati pranzi e cene svolti per la propria attività politica. Nel dettaglio, secondo i giudici, sarebbero stati illeciti pranzi e cene organizzati al di fuori dal territorio ligure. La condanna era avvenuta per un illecito di 1399 euro.

“C’è un brutto clima attorno a questa sentenza”, aveva dichiarato Saso a Imperia News. Oggi nei suoi confronti, la cifra contestata è decisamente più alta: circa 50mila euro.

Francesco Li Noce

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