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Attualità | 30 novembre 2019, 07:21

'Stati Generali dell'Olio' a Siena: Taggia c'è, con l'assessore Espedito Longobardi e tre frantoi

Un momento importante per parlare del futuro di un'eccellenza italiana che parla tabiese ma anche imperiese, grazie ad Enrico Lupi, presidente dell'associazione nazionale Città dell'Olio, l'ente organizzatore dell'incontro.

'Stati Generali dell'Olio' a Siena: Taggia c'è, con l'assessore Espedito Longobardi e tre frantoi

In questi giorni Taggia non poteva mancare al 25° anniversario dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio, che si sta svolgendo a Siena. Così l’assessore Espedito Longobardi è stato chiamato a rappresentare il territorio tabiese a quelli che sono stati ribattezzati come gli ‘Stati Generali dell’Olio’. Un importante invito che il Comune ha voluto cogliere, essendo Taggia uno dei principali rappresentanti di questo prodotto.

Il futuro dell’olio passa attraverso un progetto integrato di valorizzazione e promozione. Che contempli ogni aspetto del settore, dal turismo del cibo e dell’olio al ruolo strategico del paesaggio rurale olivicolo, dall’importanza dell’identità territoriale alla visione dell’olio come cultura e stile di vita, dalla produzione al marketing all’economia fino agli aspetti più a “lunga prospettiva” di educazione scolastica e formazione. 

Taggia in questo contesto è rappresentata oltre che dal Comune anche da tre frantoi. Infatti sono stati portati in Toscana i prodotti della Casa Olearia Taggiasca, Frantoio Boeri e Frantoio Nuvolone. Sono queste le imprese chiamate a rappresentare il prezioso oro verde tabiese.

L’associazione Città dell’Olio parla imperiese anche grazie al suo presidente, Enrico Lupi di Imperia. “Sarà un momento di grande coesione e concretezza – aveva dichiarato il Presidente Lupi – tra gli oltre 330 soggetti territoriali aderenti all’Associazione Città dell’Olio, tra cui Comuni, Province, Camere di Commercio, GAL (Gruppi di Azione Locale) e Parchi – di cui 48 solo in Toscana – in rappresentanza dei territori di produzione di oli di documentata tradizione olivicola".

"L'educazione la formazione dei grandi e dei bambini è strategica perché dalla cultura dobbiamo ripartire per far si che questo prodotto, con la collaborazione di tutta la filiera, abbia la giusta dignità culturale e commerciale. E la cultura dell’olio dell’olivo può essere il motore della riscoperta del nostro territorio attraverso il turismo dell’olio, un turismo di comunità che parta dal coinvolgimento diretto dei cittadini delle città dell’olio che dovranno avere la consapevolezza di vivere in un territorio dove l’esperienza di vita e lo stile di vita, della dieta mediterranea, è un valore aggiunto da comunicare" - è stato detto durante l'incontro di ieri.

"L'olivicultura rappresenta anche un patrimonio immateriale, fatto di valori condivisi di una comunità rurale, di un paesaggio, trasformare quel patrimonio materiale che vede lavoro duro appassionato di tanti agricoltori, olivicoltori, nel mantenere viva e forte la propria identità culturale del proprio territorio. Vogliamo partire da qui, cercando di fare in modo che l’identità di un’origine di una comunità e di un luogo, diventi elemento del sistema di valori che possono essere messi a disposizione di tutti gli attori della filiera per facilitare il raggiungimento degli obiettivi prefissati e ragionare sul futuro di questo comparto dei nostri territori, costruendo l’agenda 2030 delle città dell’olio, con l’aiuto incondizionato di tutti coloro che l’hanno sostenuto in questi anni a partire da quegli amministratori illuminati che hanno creduto e credono ancora che la rete possa essere un’opportunità ed una forza di affermazione delle proprie identità" - hanno concluso dall'assemblea. 

Stefano Michero

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