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Sanremo Ospedaletti | 29 ottobre 2019, 10:11

Sanremo: una seconda vita per la ex ‘Pascoli’ di corso Cavallotti? Entro fine novembre i risultati dell’analisi firmata Università di Genova

Il Comune ha affidato l’incarico al prof. associato Stefano Podestà, l’obiettivo è verificare l’eventuale recupero dei primi due pani della struttura

Le ex 'Pascoli' di corso Cavallotti

Le ex 'Pascoli' di corso Cavallotti

Mentre i ragazzi delle scuole medie hanno ormai preso confidenza con i moduli allestiti al Sud-Est, e mentre quelli delle superiori fanno i conti con i trasferimenti quotidiani verso Arma di Taggia, il Comune di Sanremo si sta attivando per dare un futuro al vecchio plesso ex ‘Pascoli’ di corso Cavallotti.

Come noto, lo stabile è stato dichiarato inagibile per le note vicende legate alle perizie statiche, ma pare che all’orizzonte possano esserci nuovi sviluppi. Proprio in questi giorni è stato affidato l'incarico al prof. associato dell’Università di Genova Stefano Potestà il quale avrà il compito di verificare il reale stato dei primi due piani della ex scuola ‘Pascoli’ di corso Cavallotti. Il Comune, infatti, vuole giocare un’ultima carta per verificare se davvero la struttura dovrà essere definitivamente abbandonata e, quindi, demolita.

Uno scenario del tutto nuovo emerso durante la conferenza stampa di presentazione dei moduli installati al Sud-Est. In questi giorni, con l’affidamento dell'incarico al professor Podestà, inizia l'iter burocratico che porterà ad avere una risposta definitiva sullo stato della ex ‘Pascoli’. Che fine farà? Il primo step per avere una risposta si dovrà attendere la fine di novembre, periodo nel quale dovrebbero arrivare i risultati della perizia firmata dal prof. Podestà.

Se le verifiche in collaborazione con l’Università di Genova daranno l’esito sperato il Comune potrà tornare a contare sui primi due piani della ex ‘Pascoli’ per l’utilizzo pubblico. In caso contrario, invece, si dovrà procedere con l’abbattimento visto che, sul piano economico, il recupero della struttura non è sostenibile.

Pietro Zampedroni

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