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Eventi | 28 ottobre 2019, 07:43

Sanremo: intitolare l’Ariston a Domenico Modugno per il 70° Festival? Vacchino: “È la casa di tutti gli artisti, abbiamo spazi e iniziative per ricordarli”

Il patron del teatro più famoso d’Italia non sembra propenso a un cambio di nome, ma dà sempre grande spazio a tutti coloro che hanno fatto la storia del Festival di Sanremo e non solo

A sinistra Valter Vacchino, a destra una foto storico di Domenico Modugno con Tony Renis

A sinistra Valter Vacchino, a destra una foto storico di Domenico Modugno con Tony Renis

Si avvicina la 70ª edizione del Festival di Sanremo, ricorrenza che il mondo della musica celebrerà dal 4 all’8 febbraio a Sanremo con iniziative e tanti momenti legati ai grandi nomi della canzone nostrana.

Su tutti spicca però quello di Domenico Modugno per il quale alcune associazioni si stanno muovendo per chiedere qualcosa che significherebbe una svolta storica: intitolargli il teatro Ariston. Una provocazione? Neanche tanto, chi sostiene l’iniziativa ne parla con la massima serietà e vorrebbe davvero che dalla prossima edizione il Festival venisse trasmesso dal Teatro Domenico Modugno di Sanremo. Ma cosa ne pensa il patron dell’Ariston Valter Vacchino? Il teatro del Festival, infatti, è in tutto e per tutto un’azienda privata e l’ultima parola spetterebbe quindi alla proprietà.

Il Teatro Ariston si chiama Teatro Ariston, non c’è altro da aggiungere - esordisce ai nostri microfoni Valter Vacchino - l’Ariston all’interno dei propri spazi cerca di dare un forte ringraziamento e una grande importanza a tutti gli artisti che lo hanno frequentato e che hanno calcato il suo palco, senza dimenticare anche quelli che si sono esibiti al Casinò. Abbiamo sempre una grande attenzione per gli artisti che hanno reso grande la manifestazione e anche altre, come è nello spirito del Teatro”.

Organizziamo visite guidate all’interno del Teatro per mostrare gli spazi e la parte fotografica dedicata proprio alla storia degli artisti - prosegue Vacchino - l’Ariston, oltre a ricordare gli artisti, emana un’energia che ancora oggi viene percepita da chi lo frequenta per assistere o per esibirsi, è una nostra ricerca per dare sensazioni che siano invasive e che rappresentino la storia”.

È benvenuto il voler ricordare i personaggi che hanno fatto grande il Festival - conclude Vacchino - il Teatro Ariston è la casa degli artisti e all’interno della casa c’è spazio per ricordare chi ha fatto grande il mondo dello spettacolo”.

Pietro Zampedroni

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