Attualità - 05 giugno 2019, 07:41

In cima del Monte Caggio un Santuario luogo di incontro tra il cielo e la terra: nuove scoperte di 'ArcheoNervia'

La cima di monte Caggio dove la sacralità della montagna mai sopita attraverso i millenni è documentata dalla presenza di un altare sacrificale indicato dalla freccia, l'incisione di un cerchio solare, 2 cruciformi di cristianizzazione, una croce e una statua della Madonna.

Le montagne, gli spazi elevati, le alture, le rupi dalla più remota antichità hanno sempre rappresentato un simbolismo religioso molto forte nell’uomo. E’ il caso del monte Caggio alle spalle di Sanremo dove dall’alto dei suoi 1090 metri di altezza domina prepotentemente un paesaggio che toglie il fiato di grande fascino naturalistico fatto di monti e colline a pettine che si rincorrono per raggiungere il mare. Nel panorama della protostoria dell’estremo Ponente Ligure la montagna si contraddistingue per avere la cima a forma di un cono rovesciato di 18.

La cima di monte Caggio  dove la sacralità della montagna mai sopita attraverso i millenni  è documentata dalla presenza di un altare sacrificale indicato dalla freccia, l'incisione di un cerchio solare, 2 cruciformi di cristianizzazione, una croce e una statua della Madonna.

Un muro di diversi metri di altezza, realizzato con una successione di 6 muri a secco concentrici a scalare che terminano con una piattaforma quadrangolare che misura 5 metri per 6. Un’opera monumentale per certi versi anomala che in passato ha sempre attirato l’attenzione degli antiquari e degli archeologi che in varie occasioni si sono cimentati nel formulare ipotesi sulla sua funzione con un rosario di soluzioni discordanti.

“Supposizioni delle quali mi assumo la responsabilità di aggiungere - sottolinea Andrea Eremita che ha fatto la scoperta insieme ai collaboratori Bruno Calatroni, Stefano Albertieri, Paolo Ciarma e Aldo Ummarino - che si tratta di una struttura di carattere religioso che si lega al culto di vette, con particolare attenzione rivolta al sole, fonte di vita e di tutte le cose di cui fa menzione nel capitolo che dedica alla religione dei liguri il grande storico Plinio il Vecchio vittima dell'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. Uno dei tanti centri spirituali localizzati  sul territorio dell'estremo Ponente Ligure già ampiamente documentati in passato dove sacerdoti astronomi dall’alto della montagna, luogo di incontro tra il cielo e la terra, leggevano il cielo e praticavano sacrifici in occasione dei solstizi  per propiziare l’eterno ritorno del sole a dar luce, calore e nuova vita sulla terra”.

Redazione