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Cronaca | 09 aprile 2019, 15:40

Imperia: truffa alle polizze assicurative, la vicenda si chiude con l'assoluzione dell'ultimo degli imputati

La truffa era stata sventata dai Carabinieri nell'ambito dell'operazione 'Broker' e ha visto a processo cinque imputati, quattro dei quali hanno patteggiato una pena a due anni e quattro mesi

Imperia: truffa alle polizze assicurative, la vicenda si chiude con l'assoluzione dell'ultimo degli imputati

Si è concluso con un'assoluzione, per non aver commesso il fatto, l'ultimo capitolo della vicenda relativa alle false polizze assicurative intestate a cittadini residenti ufficialmente a Imperia, ma in realtà nel napoletano, dove i costi di Rc e assicurazione contro il furto delle auto sono decisamente superiori.

La truffa era stata sventata dai Carabinieri nell'ambito dell'operazione 'Broker' e ha visto a processo cinque imputati, quattro dei quali hanno patteggiato una pena a due anni e quattro mesi. Restava solo Emanuele Cifariello, cartolaio di Napoli dove le polizze venivano stampate materialmente dal sodalizio prima di darle ai clienti.

Il Pubblico Ministero Luca Scorza Azzarà, che ha chiesto una condanna a due anni e due mesi, oltre a 400 euro di multa, non è riuscito a dimostrare di fronte al Collegio dei giudici presieduto da Donatella Aschero, che Cifariello, difeso dall'avvocato Francesco Romaniello, fosse complice della truffa e non un semplice fruitore del servizio di stampa delle polizze assicurative con dati falsi.

A complicare le cose per l'accusa, la testimonianza di Salvatore Rao, teste, già tra gli imputati che hanno patteggiato una pena in precedenza, che questa mattina in aula ha dichiarato che lui e un altro degli imputati si erano serviti della cartoleria di Cifariello, senza che questi fosse a conoscenza del traffico di polizze. "Lui non c'entrava niente", ha detto Rao al Pubblico Ministero che lo incalzava durante l'esame.

Lo stesso Cifariello ha reso poi dichiarazioni spontanee, specificando la mole di fotocopie e mail stampate ogni anno nel suo esercizio commerciale.

Per il Pm tuttavia, Cifariello non poteva non sapere, sia per i numerosi documenti che Rao portava da stampare, sia per alcune anomalie contenute nelle mail in cui erano presenti i documenti dei clienti. Anche la parte civile, rappresentata dall'avvocato Alessandro De Sanctis, per conto della compagnia assicuratrice Axa (le altre truffate erano Groupama e Generali), aveva chiesto come l'accusa, la condanna di Cifariello.

I giudici non hanno però ritenuto sufficienti le prove portate a suffraggio della colpevolezza del commerciante napoletano.

Francesco Li Noce

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