Il consiglio comunale di Taggia ha votato all’unanimità la pratica che sancisce la nascita ed il regolamento delle consulte comunali. Ne avevamo parlato alcuni giorni fa, si tratta di gruppi di lavoro formati da maggioranza ed opposizione ed in alcuni casi anche da cittadini, rappresentanti di categorie o associazioni.
Stando a quanto previsto dall’amministrazione ci vorranno almeno 15 giorni per l’istituzione di questi organi. Un tempo necessario a definire quali saranno i membri di questi gruppi, così divisi: Turismo, Sicurezza, Commercio e artigianato, Cultura, Riqualificazione urbana e centro storico, Scuola, Politiche giovanili, Politiche sociali, Agricoltura, Sport.
L’istituzione di questi tavoli di confronto era uno degli obiettivi di mandato del sindaco Mario Conio. Il primo cittadino puntava molto sull'attuazione di questo punto e presentando la pratica ha ulteriormente precisato che: “Per alcune consulte, Commercio, Agricoltura e Turismo è prevista la possibilità di membri esterni. E’ una decisione presa per inserire in queste consulte specifiche, figure legate al mondo dell’associazionismo e per avere un confronto diretto con queste realtà e risultati di profitto. La durata delle consulte coinciderà con il nostro percorso amministrativo”.
Dai banchi dell’opposizione, il consigliere Mario Manni (Il Passo Giusto) ha chiesto che si proceda evitando che in più consulte possa figurare sempre lo stesso membro esterno in rappresentanza. Il vicesindaco Chiara Cerri ha rassicurato il consiglio spiegando che l’intenzione è di avere un ventaglio più ampio possibile di partecipazione. In questo modo, anche si eviterà che in consulte diverse possa essere presente la stessa associazione ma rappresentata da due persone distinte.
Sull’argomento il consigliere Andrea Nigro (Un Comune in movimento) ha posto una domanda. “MI chiedo come mai non abbiate pensato ad una consulta sull’ambiente?”. Il sindaco ha replicato dicendo: “Ci siamo basati su quanto previsto nel nostro programma amministrativo. Su tematiche ambientali avevamo proposto l’Osservatorio Cittadino che esce dai canoni restrittivi che un regolamento come quello delle consulte. Inoltre, la tematica ambientale è di una complessità e vastità ben maggiore”.
Le consulte non avranno alcun potere decisionale ma dovranno offrire uno stimolo al miglioramento nei diversi ambiti. Grazie proprio all’eterogeneità dei partecipanti, questi tavoli di confronto serviranno a porre l’accento su criticità ed aspetti del territorio con persone che lo vivono quotidianamente nelle sue molteplici sfaccettature. Quanto emergerà da ognuno dei gruppi poi dovrà sempre trovare il confronto con la macchina amministrativa.