Politica - 30 novembre 2018, 14:45

Imperia: la maggioranza ha provato a far passare una pratica che avrebbe tolto all'opposizione i posti nelle partecipate. L'ira di Saluzzo "Il Comune non è un'azienda privata... Per ora"

Tra il silenzio generale, lo scorso mercoledì la maggioranza in Consiglio, ha ritirato una pratica che se discussa avrebbe cambiato radicalmente l’assetto delle società partecipate del Comune

Tra il silenzio generale, lo scorso mercoledì la maggioranza in Consiglio, ha ritirato una pratica che se discussa avrebbe cambiato radicalmente l’assetto delle società partecipate del Comune. 

La modifica proposta dalla maggioranza, avrebbe riguardato, l’articolo 2 del regolamento per le nomine dei rappresentanti del Comune, che al comma 3 prevede: “Nelle nomine e nelle designazioni dei rappresentanti del Comune presso Enti, Aziende Istituzioni deve essere assicurata la presenza di almeno un rappresentante dell’opposizione”.

Secondo la proposta, i componenti, da ‘rappresentanti dell’amministrazione nominati dal Sindaco’, sarebbero diventati ‘rappresentanti del Sindaco’. Una differenza sottile, ma colta dal capogruppo di Imperia di Tutti Imperia per Tutti Roberto Saluzzo.

Un modo per dare meno poteri alle minoranze che occupano posti nei consigli d’amministrazione delle società in cui il Comune ha delle quote. Pensiamo a Go Imperia, dove il precedente cda scelto dall’ex Sindaco Carlo Capacci che vedeva la presidenza di Roberto Balbo, oggi amministratore unico, aveva al suo interno, come rappresentante della minoranza, Lucio Sardi. Gli esempi si possono allargare ad Amat, alla più piccola fondazione Saglietto, ma anche alla più grande fondazione Carige.

La modifica al momento è stata scongiurata con il ritiro della pratica, forse anche grazie a una questione preliminare sollevata da Saluzzo che riguarda un tecnicismo: la modifica di un regolamento comunale deve essere discussa alla prima seduta di insediamento di un consiglio.

Non si possono cambiare le regole del gioco a partita iniziata, lo Statuto non lo consente”, ha detto Saluzzo in Consiglio Comunale.

E sul merito della pratica, a Imperia News:  “Non credo sia corretto, il Comune non è un’azienda privata…. Per ora. È un bene che la pratica sia stata ritirata, è doveroso un approfondimento”.

Un’opzione della maggioranza per andare avanti sarebbe quella di modificare lo Statuto del Consiglio Comunale, ma si tratta di un iter lungo e complesso che aveva provato a portare a termine l’ex presidente del Consiglio Diego Parodi. Un tentativo vano perché osteggiato dall’allora minoranza.

Francesco Li Noce