Un punto d’ascolto e aiuto per le donne, e non solo, che parte dalla consapevolezza e stima di sé, fino all’accompagnamento nei momenti più delicati di una separazione o di una denuncia. Prevenzione, sostegno psicologico, consulenza legale: questi i servizi del nuovo sportello contro la violenza di genere al polo culturale Lombroso16, a Torino, quartiere di San Salvario.
Un progetto nato nel 2014 presso lo Zonta Club di Bordighera, in origine era destinato esclusivamente alle donne, poi ampliato nell’utenza, accogliendo qualsiasi caso di violenza dai 18 anni in su. Già 60 i casi risolti, grazie alla competenza e professionalità di tutte le volontarie, dalle psicoterapeute alle avvocatesse.
Ma non si tratta di un semplice sportello “ricettivo”: ciò che Zonta si propone di fare, in collaborazione con l’Associazione Noi4You, è favorire le conoscenze ed eliminare alle radici qualsiasi forma di non rispetto verso l’altro sesso. Per questo si organizzano da tempo anche incontri e conferenze tematiche, tenute dalle psicologhe e aperte a tutti.
«È una realtà ben diversa dall’assistenza sociale, o dal contatto diretto con la caserma al momento della denuncia - spiega la presidente di Zonta Club Laura Tibald -. Noi facciamo soprattutto prevenzione e aiutiamo le donne in qualsiasi momento di difficoltà. Spesso interveniamo nei casi di separazione, accompagnandole nella ricerca di una nuova casa. In questo territorio di certo mancava una realtà del genere. Anche nelle grandi città come Torino gli sportelli presenti sono gestiti in modo diverso, e tante donne non ci vanno per diffidenza o paura. Abbiamo sicuramente riempito un grande vuoto».
Lo sportello è stato inaugurato sabato 9 giugno. È già in corso l’organizzazione di una conferenza con le forze dell’ordine e gli assistenti sociali locali per illustrare il funzionamento del servizio e spiegare nei dettagli a chi è possibile rivolgersi a seconda delle problematiche.
Le attività proposte dalle associazioni sono tante, e tutte volte alla tutela e al benessere della persona. Ad esempio, un corso di autostima curato dalle psicologhe, la formazione in continuo aggiornamento per le volontarie, una “accademia dell’educare”, lezioni sul rispetto di genere nelle scuole, diversi laboratori che spaziano dagli aspetti sanitari alle attività ricreative. Fino al manifesto vero e proprio dell’iniziativa, le panchine rosse sparse nei comuni contro la violenza.
«Questo permette di instaurare il clima di fiducia necessario alla buona riuscita del nostro lavoro - spiega la Tibald -. Cerchiamo di mettere a frutto tutte le esperienze accumulate. Abbiamo sperimentato, noi per la prima volta, un metodo che speriamo possa dare gemmazioni, di cui sicuramente questo sportello è già un traguardo importante. Siamo un gruppo molto battagliero».
Lo sportello di ascolto è stato pensato per “le negate nella loro realtà”, con l’intento di costruire un futuro diverso per loro e per tutti, promuovere e sostenere l’autonomia culturale e professionale, accrescere la partecipazione femminile alla vita pubblica.
Ogni utente è sempre seguito da due volontarie, con reperibilità telefonica 24 ore su 24. Gli orari di apertura saranno il martedì ore 15-17; il sabato ore 11-13 e 15-17.
«Auspichiamo che questo nuovo sportello possa essere poi collegato alla rete regionale - ha commentato l’assessore regionale alle pari opportunità della regione Piemonte Monica Cerutti, presente all’inaugurazione -. Il nostro obiettivo, per tutti i centri antiviolenza, è quello di aumentare la capillarità e, con questa, l’emersione rispetto alla violenza di genere, molto più diffusa di quanto viene comunicato. Serve un’attività competente, con personale formato, e questo centro possiede tutte queste caratteristiche. Speriamo che in futuro possano nascere nuovi punti accreditati, seguendo questa scia».