Politica - 07 maggio 2018, 13:10

Servizio di Raccolta Rifiuti, il sindaco di Andora: “Non sono contro le società pubbliche, ma contro l’incapacità dimostrata da una parte della politica nel gestire i servizi in house”

Demichelis: “I problemi economici di Rivieracqua, Area 24 e ATA ne sono la dimostrazione”

La risposta di Mauro Demichelis, Sindaco di Andora, in merito alle preoccupazioni espresse dai Sindacati sull’indizione di una gara in adesione alla convenzione firmata nel 2016 da 12 sindaci del comprensorio Dianese e Andorese per il Servizio di Raccolta Rifiuti.

Io non sono contro le società pubbliche. Sono contro l'incapacità, già dimostrata in passato da una parte della politica, di gestire i servizi pubblici attraverso società in house dove, a volte, si è investito troppo per consigli d’amministrazione e consulenti e troppo poco per gli stipendi di tecnici e operai. Il buco di bilancio di Area 24 e di Rivieracqua, i disservizi provocati ai cittadini ad Andora e le gravi problematiche dell’ATA a Savona sono all’ordine del giorno. Tutto questo malgrado gli ingenti aumenti tariffari subiti dagli utenti e gli investimenti milionari fatti dal Comune di Andora. Onestamente non me la sento di lasciare gli andoresi in balia di un’altra società in house senza precise garanzie. Chi mi conosce sa che sono rispettoso e ascolto le posizioni di tutti, sindacati compresi, ma li invito a non difendere a oltranza un sistema che ha spesso fallito. Semmai analizziamo insieme i difetti e non escludiamo a priori nuove soluzioni, che potrebbero garantire una maggiore stabilità economica anche ai lavoratori, tutelandoli adeguatamente nel capitolato d’appalto. Nelle società in house – prosegue Mauro Demichelis - i sindaci hanno un potere limitato alla percentuale societaria che mette spesso all’angolo gli enti più piccoli. Ricordo che, con Andora, hanno votato per l’affidamento diretto la maggior parte dei comuni coinvolti e che più volte il Tar si è espresso a favore della regolarità della nostra procedura, perché quella è la strada indicata dalla legge nazionale. Stiamo, con difficoltà, limando i nostri bilanci per salvare Riveracqua perché vogliamo tutelare i posti di lavoro e garantire ai cittadini un servizio prioritario ed essenziale, ma chiedere agli andoresi di dire sì, a scatola chiusa, al rischio di un altro carrozzone mi sembra troppo. Ricordo che quando la Provincia di Imperia ha invitato Andora ad aderire all’ATO, tutti i Comuni hanno firmato la convenzione: ci proponevamo di progettare un servizio di raccolta moderno, che rispondesse alle esigenze di tutti. Era il 2016 e all’epoca i sindacati non si sono pronunciati in merito. Non sono contrario alle società pubbliche. Sindacati e sindaci non sono su fronti opposti. Non sarebbe giusto demonizzare il privato che in Italia fornisce più del 65% dei posti di lavoro. Chiediamo soltanto servizi efficienti per i cittadini e tutela per i lavoratori, ma non si può continuamente accettare la gestione di servizi in perdita i cui costi finiscono sempre sulla schiena degli andoresi”.

C.S.