L’Ugl Terziario attraverso il segretario nazionale Luca Malcotti e il vice Giulio De Mitri Pugno, ha scritto a Federgioco per chiedere la ripresa del confronto sul contratto nazionale di lavoro per i casinò. Nella lettera di richiesta che riveste carattere d’urgenza, inviata anche a Fisascat Cisl, Uilcom Uil e Slc Cgil, il sindacato Ugl Terziario chiede un incontro al fine di calendarizzare successivi confronti per la finalizzazione e la pianificazione di una strategia che porti alla definizione del CCNL.
“Abbiamo apprezzato - commenta il coordinatore nazionale Roberto Spina - le aperture del neo presidente di Federgioco Olmo Romeo di riprendere le trattative sospese da lungo tempo, la base di partenza per l’Ugl Terziario rimane la bozza del 5 agosto 2014. Considerando che le tracce lasciate dalla trattativa precedente sono importanti adesso è opportuno fare scelte consapevoli su almeno alcuni articoli già condivisi”.
Per quanto riguardo l’ultimo sciopero a Sanremo il sindacalista Spina commenta: “L’azienda anzichè di implimentare,di sviluppare e consolidare il sistema di relazioni industriali responsabili,basati sul dialogo e sul confronti aperto e continuativo,sulla ricerca di elelmenti partecipativi e costruttivi riconducibili essenzialmente alla produttività di sistema lavoro che rappresenta un elemento fondamentale per la competitività ha scelto,in maniera autonoma, altre strade. Le organizzazioni sindacali Cisl, Snalc e Ugl nel quadro di garantire e valorizzare le risorse umane ed il loro coinvolgimento nelle logiche di impresa hanno posto come uno degli aspetti prioritari nella realizzazione degli obiettivi aziendali questo aspetto ritenendo inadeguato l’attuale percorso. Chiedere di sviluppare un assetto dei rapporti sindacali più adeguato all’attuale fase di crisi, rilanciando le relazioni industriali come strumento capace di cogliere le esigenze dell’impresa e dei lavoratori attraverso di un rinnovato modello partecipativo che sappia davvero orientare scelte e comportamenti,favorire lo sviluppo di una negoziazione che supporti il cambiamento garantisca l’occupazione e sostenga la competitività aziendale è un atto dovuto”.
“Le critiche, l’ingerenza e le interpretazioni metodologistiche di alcuni frutto di demagogiche visioni ottimistiche di comodo – termina Spina - conferma invece la necessità della vigilanza del sindacato, forza critica, al fine che dall’azienda vengano elaborati processi di cambiamento con oculata attenzione e rispetto per quel patrimonio che, non dimentichiamocelo, è anche dei lavoratori”.