Politica - 17 novembre 2017, 09:35

Querelle Rivieracqua-Amat: interviene Giuseppe Fossati “Forse, dico forse, siamo alla fine"

“Nonostante ciò, per una serie di circostanze favorevoli, legate soprattutto alle dinamiche della sua composita e fragile maggioranza, è arrivato quasi a terminare il mandato".

“Forse, dico forse, siamo alla fine. Capacci ha fatto di tutto, veramente di tutto, per farsi mandare a casa, non ho ancora capito se coscientemente o meno: ha amministrato indubbiamente male, ha litigato e maltrattato il personale, ha trattato a pesci in faccia gli alleati, ha un atteggiamento verso i cittadini che definire arrogante e scostante è un complimento, ha inanellato una serie impressionanti di errori ed ordinanze illegittime che hanno creato e creeranno una voragine nei conti del Comune. L’elenco completo sarebbe troppo lungo”.

Interviene in questo modo Giuseppe Fossati di ‘Imperia Riparte’, sul caso Rivieracqua-Amat, che prosegue: “Nonostante ciò, per una serie di circostanze favorevoli, legate soprattutto alle dinamiche della sua composita e fragile maggioranza, è arrivato quasi a terminare il mandato. Nei giorni scorsi, però, evidentemente ha passato il segno ed ha tirato troppo la corda: la palese volontà di perseguire una propria personalissima idea ed un proprio disegno nella vicenda Rivieracqua, infischiandosene delle decisioni del Consiglio Comunale e mettendo a grave rischio i conti di Amat e del Comune stesso, ha portato anche i più fedeli e pazienti alleati, PD e Socialisti, a dire basta. Del resto, se il Sindaco e la maggioranza che lo sostiene la pensano diversamente su temi così importanti e determinanti, o trovano una intesa o ne prendano atto, andandosene a casa. Vedremo cosa succederà”.

“Personalmente, reputo improbabile che si vada avanti – termina Fossati - tutto sommano nessuno ne ha interesse: Capacci potrà recitare la parte della vittima dei partiti e dei ‘poteri forti’, PD e socialisti potranno riacquisire un minimo di dignità e centralità politica, transfughi del centrodestra che hanno sostenuto Capacci per convenienza, in cambio di poltrone varie, potranno bussare alle porte di FI, Lega e FdI e movimenti civici di area, coprendosi il capo di cenere e facendo penitenza. Non escludo però ripensamenti, da una parte o dall’altra: il fascino delle poltrone e le nomine nelle partecipate da fare nei prossimi mesi sono un collante eccezionale”.

Redazione