Si parla spesso di ‘spreco di denaro pubblico’ e, di questo si sente parlare a livello nazionale soprattutto nel tg satirico di Canale 5 ‘Striscia la Notizia’. Questa volta, però, tiriamo in ballo un lavoro eseguito oltre 6 anni fa a Sanremo, precisamente nella zona a mare di Bussana.
Parliamo di un’opera di cui abbiamo più volte trattato e che, in pratica, non è mai entrata in funzione. Si tratta del parcheggio costruito poco sopra il lungomare di Bussana da Area 24, la società che gestisce la pista ciclabile tra San Lorenzo al Mare ed Ospedaletti. Un parcheggio importantissimo durante l’estate per garantire posti auto ai bagnanti che utilizzano le spiagge della zona, ma che era nato anche per garantire introiti ad Area 24, con il pagamento del pedaggio.
Al momento il parcheggio non ha sbarre e, quindi, è totalmente gratuito ma, quello che balza agli occhi è soprattutto un impianto fotovoltaico di produzione dell’energia elettrica che, oltre ad essere non funzionante, è anche vandalizzato. Un impianto costruito con i fondi di Italia ’90 e che, come direbbe un noto inviato di ‘Striscia’, è fermo ‘con le quattro frecce’.
Il caso balza ulteriormente agli occhi, in un periodo in cui si parla spesso dei problemi economici di Area 24 che, da giugno è costretta a farsi pagare le bollette dell’energia elettrica dai Comuni che insistono sulla pista ciclabile. Abbiamo cercato di capire il motivo della ‘dismissione’ dell’impianto, senza trovare risposte. Ma, come si vede dalle foto, la situazione è disastrosa e servirebbe, quanto meno, una indagine degli enti preposti, per capire se l’impianto può essere messo in funzione ed i suoi costi. E, eventualmente se riuscirebbe a soddisfare le necessità dell’impianto di illuminazione della pista, in modo da evitare ulteriori costi pubblici.
Su questo, ovviamente, noi che non siamo tecnici non abbiamo risposte ma, secondo quanto verificato, ai tempi dell’installazione dell’impianto, questo sarebbe costato intorno ai 20mila euro a metro quadro (i panelli ovviamente) e, facendo un conto sommario degli stessi, non andiamo molto distante dai 150 metri quadri, più ovviamente tutta la tecnologia che, tra l’altro, oggi è probabilmente obsoleta. Ora attendiamo risposte su questo spreco ‘doppio’, visto che stiamo parlando di un impianto che risulta mai utilizzato e che, proprio ora potrebbe servire per eliminare i costi di energia elettrica.