In merito all’incendio nell’ex centrale a biomasse di Ventimiglia, le ‘Fabbriche Isolanti Vetro Roccia Associate’ (FIVRA), l’associazione dei produttori di lana di roccia e lana di vetro per isolamento, ricorda che la lana di roccia non è tossica.
Il documento ‘Le Fibre Artificiali Vetrose (FAV) - Linee guida per l’applicazione della normativa inerente ai rischi di esposizioni e le misure di prevenzione per la tutela della salute’, approvato dalla Conferenza Stato/Regioni, su proposta del Ministero della Salute, in data 10 novembre 2016 (cliccando QUI) ricorda infatti che le informazioni contenute nella scheda sicurezza del prodotto (in particolare modo il rispetto della "Nota Q") sono sufficienti per determinare la non pericolosità dello stesso.
Un rifiuto costituito da lane minerali è classificato pericoloso solo se si è persa la relativa scheda sicurezza e non si vogliono ri-condurre i relativi test; solo in tal caso, per una scelta di comodo (evitare di rifare i test), il rifiuto è classificato come pericoloso. Inoltre la lana di roccia è classificata incombustibile (Euroclasse A1 di reazione al fuoco); come tale, non può essere origine di alcun fuoco.