A poco più di un mese dalla sua entrata in vigore, la legge 71/2017 sul cyberbullismo ha iniziato a dare i primi frutti: è del Questore di Imperia, infatti, il primo ammonimento a carico di un adolescente residente nella città ligure.
l provvedimento nasce dall’istanza presentata presso la Sezione Polizia Postale e delle Comunicazione di Imperia dal padre di una quindicenne la quale, dopo l’interruzione della relazione con il suo fidanzatino coetaneo, aveva da lui ricevuto sul telefonino tramite Whatsappuna foto, scattata qualche tempo addietro in un momento di intimità, con l’inequivocabile intento di divulgarla ad amici e conoscenti quale ripicca per la fine del rapporto (LEGGI QUI).
Si tratta del primo caso in Italia dell’applicazione di un ammonimento verso il minore, previsto dalla legge n.71 del 29 maggio 2017 riguardante il ‘cyberbullismo’.
“Ritengo che il fenomeno sia una versione innovativa del bullismo ‘tradizionale’ - dice il Questore Cesare Capocasa - fenomeno devastante diffuso tra gli adolescenti che tante volte può arrecare danni anche gravi a chi lo subisce. Occorre una risposta di sistema, di più soggetti che lavorano in sinergia, per reprimere questi comportamenti, con una campagna di prevenzione forte; l’ammonimento ha valenza più educativa che repressiva, una forma di deterrente per evitare il proporsi di tali atti”.
"Imperia è stata la prima questura ad emettere un ammonimento per cyberbullismo - prosegue il Questore - siamo orgogliosi di aver aperto lo scenario su questo contesto inquietante".
“Spesso si tratta di minorenni che fanno utilizzo della tecnologia non idoneo - spiega Tiziana Pagnozzi, dirigente Polizia postale Vice Questore aggiunto - questa norma può aiutare a contrastare problema. Una caratteristica importante è la creazione di un tavolo interistituzionale, dove tutti possono dare aiuto e strumenti per operare. I dati su questa tipologia di atteggiamenti in Liguria, fortunatamente, sono molto bassi”.
La norma per ‘cyberbullismo’ intende “qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d'identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonché la diffusione di contenuti on line aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo”.