Al Direttore - 01 luglio 2017, 20:47

Per l'apprezzamento della sua nota sulla Nizza sabauda, Pierluigi Casalino ringrazia Andrea Gandolfo

"Ho letto con attenzione l'articolo dedicato dallo studioso sanremese Andrea Gandolfo, su Sanremonews, alla storia della celebre villa matuziana Stefania Bevilacqua Marsaglia, autentico saggio di ricostruzione storica, che i sanremesi tutti dovrebbero leggere e rileggere per comprendere a pieno il senso del messaggio di questa città: un messaggio che non si limita soltanto ad offrire le sue manifestazioni e i suoi spettacoli, ma anche a donare pagine di cultura conosciute a livello mondiale. Lo spirito di Sanremo, nonostante la difficoltà del nostro tempo, resiste ad ogni incrostazione e lo storico sanremese riesce sempre a sottolinearne la vitalità e l'importanza.

Con l'occasione, desidero ringraziare Andrea Gandolfo per le gentili espressioni nei miei riguardi a seguito della pubblicazione del primo, spero, di alcuni miei articoli dedicati alla Nizza Sabauda. Nel rinnovare i miei sentimenti di gratitudine al ricercatore matuziano per i suoi sempre interessanti interventi, sono lieto di informarlo di averlo citato, a proposito della sua autorevole recente rilettura della Conferenza di Pace di Sanremo del 1920, su un autorevole blog nazionale, al quale ho affidato una mia riflessione proprio sulla prova di inettitudine politica mostrata, anche nel summit sanremese, dalla classe politica e dirigente italiana a partire dall'amara ritirata di Caporetto (cent'anni fa) fino all'apertura della via del potere alla dittatura fascista nel 1922.

A Sanremo quella impreparazione toccò il fondo, dal momento che alle spalle della nazione ospitante del convegno diplomatico, le altre potenze vincitrici si spartirono segretamente le spoglie dell'impero ottomano. Circostanza che, insieme ad altre, contribuì ad alimentare il mito della 'vittoria mutila'. Il Professor Gandolfo ha saputo così rivisitare con la sua grande competenza critica  e con la sua consueta preparazione intellettuale un capitolo di quel periodo confuso che segnò il primo dopo guerra, dopo il 1918. 

Pierluigi Casalino". 

Redazione