Un nostro lettore, Paolo Rodi, ci ha inviato una lunga e circostanziata lettera riguardante la raccolta differenziata a Sanremo:
“Probabilmente tanti difensori della nuova raccolta dei rifiuti diranno che è il nuovo sport dei sanremesi ‘lamentarsi’, ma non è solo un lamento bensì la constatazione che quanto sta succedendo è da ‘terzo mondo’. Partendo dal presupposto che più che un ‘porta a porta’ mi sembra un ‘per la strada per la strada’, sembra impossibile che non abbiano tenuto conto del centro cittadino dove ci sono tante strade con un susseguirsi di palazzi dai 20 ai 30 appartamenti senza o con piccoli marciapiedi e mancanti di spazi condominiali con la conseguenza che anche se tutti noi cittadini ci comportassimo ‘perfettamente’, con gli orari e giorni di conferimento della spazzatura dovremmo lasciare decine e decine di sacchetti per la strada? Possibile non sia stato calcolato lo spazio dei sacchetti che riempiono un cassonetto se messi per la strada occupano uno spazio notevolmente maggiore? Possibile che non sia stato valutato l’impatto ambientale? Pensate al sacco grigio dell’indifferenziata, dove si devono gettare pannolini dei bambini e assorbenti igienici (naturalmente usati), tenerli in casa una settimana e metterli sulla strada per una notte intera, oltre ai vari roditori e volatili siamo sicuri che non si generano germi e batteri probabilmente in quantità industriale con le conseguenti problematiche alla salute oltre ad odori nauseabondi? E’ sufficiente spostarsi ad Arma di Taggia, Ospedaletti, Bordighera e via fino a Ventimiglia e si può vedere che per ogni tipologia di rifiuti ci sono i relativi cassonetti o bidoni e che non si devono lasciare alcune tipologie di rifiuti con sacchetti per la strada. Mi riallaccio ad altri interventi e condivido pienamente che per un buon funzionamento della raccolta si debba ritornare alle isole ecologiche come quelle già da poco ben funzionanti dove confermo la cordiale e premurosa collaborazione degli operatori e, ove non sia possibile, rimettere i cassonetti se doveroso con la chiave come avviene in altre tantissime città sia limitrofe che nelle regioni vicine nelle quali ho occasione si spostarmi per lavoro e non ho ancora trovato una città che abbia messo in atto una raccolta tanto scellerata come quella che si sta facendo nella mia amata Sanremo. Non si possono giustificare i problemi solo con il fatto che alcuni cittadini si comportano in maniera maleducata. Possiamo fare ‘braccio di ferro’ quanto vogliamo e dare la colpa della scabrosa situazione, ma per quanto vedo e condivido con altre persone la raccolta va fatta sì ‘differenziata’ per il nostro futuro ma il progetto che si sta attuando è molto lacunoso e deficitario per una buona riuscita e che non va visto solo sotto l’aspetto delle percentuali da raggiungere a discapito del decoro cittadino. Dopo le 21 di sera ci sono già parecchi turisti che passeggiano per le vie del centro, corso Garibaldi, corso O. Raimondo per citarne alcune, e si trovano bidoni pieni, sacchetti una sera gialli, un’altra grigi e così via sui marciapiedi non mi sembra un buon biglietto da visita della città dei fiori. Confido che, visto l’imminente aumento del caldo e speriamo tutti dei turisti, si prendano rapidi e meglio funzionanti provvedimenti al fine di non solo migliorare ma di arrivare alla massima soluzione possibile del problema”.