Al Direttore - 15 aprile 2017, 17:00

Sanremo: alcune note biografiche di Andrea Gandolfo sul commediografo e poeta dialettale sanremasco Gin De Stefani

Lo studioso matuziano interviene dopo che un gruppo di cittadini sanremesi ha assunto l’iniziativa di chiedere al Comune di Sanremo di intitolare una piazza della Pigna, proposta alla quale ha aderito lo stesso Gandolfo

Gin De Stefani

Dopo che un gruppo di cittadini sanremesi ha assunto l’iniziativa di chiedere al Comune di Sanremo di intitolare una piazza della Pigna al celebre commediografo e poeta dialettale sanremasco Gin De Stefani (1887-1961), Andrea Gandolfo invia alcune brevi note biografiche su l’illustre concittadino, che ritiene meriti di essere meglio conosciuto da parte del grande pubblico.

Ecco dunque un suo breve profilo del poeta e commediografo sanremasco Gin De Stefani:

Antonio Luigi, detto “Gin”, De Stefani, nacque a Sanremo il 1° aprile 1887 da Antonio e Antonietta D’Imporzano. Attratto fin da giovane dal mondo del teatro, divenne ben presto corrispondente de «L’arte drammatica», rivista edita dai fratelli Polese. Dopo aver svolto un corso di studi tecnici nella sua città natale, lavorò come impiegato presso l’amministrazione postale ad Alessandria. Rientrato quindi a Sanremo, intraprese la carriera in ruoli impiegatizi. Il 20 agosto 1914 sposò Angela Balestreri, imparentata con il sindaco Gio Ernesto.

Nel corso della prima guerra mondiale scrisse il poema Cavalleria Macabra, al quale seguì U Crovu e a Gurpe, la sua prima opera in dialetto, scritta su incitamento del maestro Poggi nell’immediato dopoguerra. Dal 1919 iniziò a collaborare con «L’Eco della Riviera» firmando una serie di poemetti dialettali satirici con lo pseudonimo di “Mastr’Antò u Bastè” all’interno della rubrica Ciapéti di Véji, scritti in risposta a quelli, altrettanto mordaci, di Vincenzo Jacono. 

Nel 1925 venne rappresentata la sua prima opera teatrale al Principe Amedeo, stesa in collaborazione con il dottor Ernesto Parodi: Arma u tò còtre e sèrca Carlandria, una rivista dialettale con “prologo, quattro atti, sei quadri e parecchie scenate”. Cinque anni dopo fu invece la volta della commedia in tre atti U Ciaravüju, scritta insieme a Vincenzo Jacono, rappresentata inizialmente al Principe Amedeo e in seguito al Cinema Centrale; l’opera, che prendeva lo spunto dall’antica tradizione sanremasca di fare un chiassoso concerto al vecchio vedovo che convolava a giuste nozze con una graziosa ragazza, ottenne un notevole successo di critica e di pubblico.

Dopo aver partecipato a vari concorsi di poesia dialettale, nel 1921 vinse la medaglia d’oro quale “Vate Matuzio” a pari merito con Vincenzo Jacono nell’ambito di un concorso indetto dal foglio locale «Il Pensiero di Sanremo». Nel 1947 scrisse un poemetto in versi sdruccioli intitolato Medio Evo per onorare la sua passione nei confronti del dramma in versi, mentre quattro anni dopo portò a termine L’invésa de meriéli, un atto unico che non fu peraltro rappresentato.

Sempre nel ’51 venne rappresentata presso il Teatro della Federazione Operaia Sanremese la sua commedia in due atti U Trücu de Zanin, che vedeva come protagonisti gli attori Nini Sappia e Nicoletta Semeria. Nel 1952 fu poi la volta di Büriana, una commedia in tre atti che riscosse un larghissimo consenso di pubblico e di critica. Nel ’56 scrisse invece L’estai de San Martin, seguita, due anni dopo, da A cà di spiriti. Tradusse anche il Padre Nostro, consolidando la popolarità ottenuta con le commedie e i componimenti U Can de Cascéte o le Pagine arrecampae da in vucabulariu ruixilàu dai rati pubblicati su giornali locali; sono rimaste inoltre celebri in quegli anni le sue lettere di mugugni in sanremasco spurio firmate “Steva Carabutin”.

De Stefani morì a Sanremo il 16 settembre 1961. La sua commedia Daighe au luvu!, concludente la trilogia di Mastr’Antò, venne rappresentata postuma. Nel 1970 la Federazione Operaia Sanremese pubblicò la sua breve antologia poetica Grezümi in rima, a cura di Giovanni Giribaldi; sei anni dopo la Famija Sanremasca diede invece alle stampe la raccolta Caru mei campanun!, comprendente la sua intera produzione poetica, curata da Franco D’Imporzano.

Dott. Andrea Gandolfo - Sanremo

C.S.