“Alla mia generazione dico siate cittadini attivi per abbattere il confine dell'indifferenza”. A dirlo è il Sindaco di Ventimiglia Enrico Ioculano, ospite questa sera della trasmissione di Rai Due 'Nemo – Nessuno escluso', chiamato a parlare della difficile situazione che sta vivendo la città di confine, proprio quest'ultimo è stato al centro del suo intervento.
“Il confine ha anche del fascino – ha detto il primo cittadino – incute timore è vero, però è qualcosa di più: è tangibile e allo stesso momento è indefinito. Io arrivo da una città di confine, sono stato eletto a Ventimiglia nel 2014 all'età di 28 anni e questo ha rappresentato una sfida, quella di riuscire a vincere in una città che era stata da poco sciolta per infiltrazione mafiosa e siamo riusciti a farlo grazie all'aiuto di tanti giovani che hanno voluto metterci la faccia, provando a superare quello che era il loro confine.
Ce l'abbiamo fatta, siamo riusciti ad espugnare una roccaforte del centro destra. Subito dopo ci siamo trovati l'ennesima sfida: quella di riuscire a gestire un fenomeno epocale com'è l'immigrazione tutt'oggi, ovvero centinaia e centinaia di persone che cercavano di attraversare il loro confine.
“Questa sfida – continua Ioculano – la stiamo portando avanti, grazie agli sforzi dei ventimigliesi, di tante associazioni, del supporto delle forze dell'ordine, in una situazione particolare in cui l'Europa è inerme di fronte a questo problema. L'abbiamo fatto con coraggio e badate che quando ci si trova di fronte a queste situazioni bisogna tirar fuori tutto sé stesso."
Il primo cittadino ha accennato alle difficoltà di essere Sindaco di una città di confine come Ventimiglia, in un momento storico come quello che sta vivendo: "Spesso e volentieri un amministratore si trova da solo - ha detto - come mi sono trovato io di fronte alla mia coscienza quando ho dovuto firmare un'ordinanza di sgombero e sapevo che di fronte avevo dei poveri disgraziati, oppure quando ti trovi a dover mantenere un equilibrio fra le giuste esigenze di una città commerciale e turistica come Ventimiglia e le necessità di chi scappa da una guerra e dalla fame, a cui devi dare accoglienza e una prima assistenza.
Questo lo fai pensando a quel legame forte che c'è con la tua città, con il tuo territorio e con la tua gente – prosegue il primo cittadino – ma io avevo qualcosa in più forse: la passione che porto avanti da quando sono ragazzino verso la politica. A tre giorni ero alla Festa dell'Unità, la mia è una famiglia di militanti del Partito Comunista, della Sinistra Giovanile. Una vita dedicata a quello, poi fai il Sindaco e ti trovi in questa situazione, ma lo devi fare, devi dare tutto te stesso. Questo è stato superare il mio confine. Alla generazione più giovane della mia - conclude - faccio un appello, quello di provarci, di essere partecipi ed essere cittadini attivi.”