La coppia che conduce il Festival descritta come il diavolo e l'acqua santa. Una dettagliata analisi della prima serata, nell'opinione di Beppe Dettori.
"La prima serata del Festival è stata confezionata benissimo: una organizzazione perfetta, dove Carlo Conti sembra molto più sciolto rispetto allo scorso anno. Il binomio Conti DeFilippi in realtà ricorda molto il diavolo, con lui molto attivo e dinamico e l'acqua santa, con lei forse troppo contenuta. Due mondi davvero agli antipodi
Tiziano Ferro è stato moto bravo nell'interpretazione di una canzone non sua e, sotto questo punto di vista ha rappresentato una scoperta.
Per quanto riguarda la canzoni in gara, la qualità non mi sembra molto alta e un brano che possa far svoltare la discografia italiana, onestamente non lo vedo. L'unica canzone che può essere definita canzone per i miei gusti è quello di Samuel, artista con la A maiuscola.
La Mannoia ha presentato un bel testo, ma si tratta di una canzone normale; forse ha esagerato con l'interpretazione per seguire l'andazzo repparolo che imperversa nello stivale. Fermo restando che ogni composizione è sacrosanta perché nasce da un intelletto e da una esigenza di esternare.
Mi è piaciuto molto Clementino, soprattutto il coraggio di cimentarsi con la lingua italiana che per chi canta in dialetto potrebbe diventare un ostacolo. Mi aspettavo di più da Fabrizio Moro: non è molto “arrivante” al prossimo, ma per comprenderlo bisogna riuscire ad entrare nel suo mondo.
Bernabei è un bravissimo cantante ma deve ancora fare tantissima esperienza così come la Covello in cui vedo tanta voglia di crescere, soprattutto fuori da Sanremo.
Il problema reale però è che tutti ascoltano le canzonio le cercano su You Tube, ma nessuno ha più la voglia di comprare un cd".