Eventi - 08 febbraio 2017, 00:22

Festival di Sanremo 2017: diamo i voti ai primi 11 ‘big’ in gara. Mannoia e Samuel sopra a tutti, Al Bano e Ron fanno da comparsa

Promossi e bocciati della prima serata

Via al Festival, via al consueto botta e risposta tra appassionati e non. Chi è il vostro preferito? Chi ha deluso? Chi ha stupito?
Sui social la diretta è stata seguita con centinaia di commenti e tanti gruppi di ascolto che si sono scatenati sia su scala nazionale che nel piccolo universo della nostra provincia.

Ecco cosa pensiamo dei primi 11 ‘big’ in gara.

Giusy Ferreri “Fa talmente male”: ha l’onere di aprire il Festival e lo fa con un pezzo moderno, veloce, ritmato, pieno di parole. La sua voce è riconoscibile, lo è molto. E non sempre è un pregio. Voto 6,5

Fabrizio MoroPortami via”: domani non la fischietteremo durante una passeggiata in centro. Canzone complessa che arriverà al secondo o terzo ascolto. Peccato solo per il suo ripetersi nello stile dei ritornelli. Voto 6

ElodieTutta colpa mia”: è tra le giovani in gara e porta un brano che sa d’altri tempi nella prima parte, salvo poi recuperare il tempo e tornare al 2017 sul finale. Ma il ritornello riporta a decenni fa. Non memorabile. Voto 5,5

Lodovica ComelloIl cielo non mi basta”: tenta il brano mainstream, ma lo tenta solo. Riuscirci è un’altra storia. Pezzo insipido, troppo melensa per essere radiofonica, troppo ‘vera’ per fare da colonna sonora a qualche cartoon. Voto 5

Fiorella MannoiaChe sia benedetta”: la definizione di ‘inno alla vita’ non le renderebbe giustizia e sfiorerebbe il mondo del banale. Canzone senza tempo, lei la interpreta come merita, la sente sua, la racconta. Voto 7,5

Alessio BernabeiNel mezzo di un applauso”: prova sempre quel mix tra canzone e hit con la cassa in evidenza. Quest’anno ha aggiunto anche un ‘oh oh oh’ per provare il coro da stadio. Arriverà sempre al suo solito pubblico, i restanti l’hanno già messa in archivio. Voto 4,5

Al BanoDi rose e di spine”: gli si deve il rispetto per una carriera che va di pari passo con la storia della canzone leggera italiana. Porta a Sanremo il suo classico brano orchestrale, che arricchisce con i suoi ormai leggendari acuti. Ma la gara è un’altra cosa e, proprio per rispetto, va giudicato anche lui. Voto 5

SamuelVedrai”: il primo brano radiofonico della serata, anche fuori dai Subsonica sa bene come e cosa fare. La sua voce ci ricorderà per sempre che, prima, dietro di lui c’era un gruppo. “Vedrai” ha il sapore di un pezzo moderno, attuale, destinato a far ballare e cantare. Ecco il senso del Festival. Voto 7,5

RonL’ottava meraviglia”: nulla di nuovo nel suono e nel testo. Non conquisterà i giovani e lascerà indifferenti i meno giovani. Solo un omaggio alla sua carriera giustifica la sua presenza sul palco dell’Ariston. Cosa avrà convinto Conti a portarlo a Sanremo? E chi sarà rimasto a casa? Voto 5

ClementinoRagazzi fuori”: per il secondo anno consecutivo prova ad adattare il suo rap alle esigenze dell’Ariston, ma il risultato non è dei migliori. ‘Iena white’ sa fare bene il rap e la sua storia lo testimonia, il pop non è nelle sue corde. Voto 5

Ermal MetaVietato morire”: racconta storie di violenze domestiche e lo fa con un testo a dir poco didascalico. Talvolta lasciar spazio anche all’immaginazione non è segno di poca creatività. Peccato per l’arrangiamento che male si sposa con il senso del testo. Voto 6,5

 

Foto Duilio Rizzo.

Pietro Zampedroni