Ventimiglia Vallecrosia Bordighera - 03 febbraio 2017, 17:00

Incognita 24

È nata e cresciuta senza un piano imprenditoriale coerente: questo è il nodo che sta stringendo alla gola Area 24, la società a maggioranza pubblica che gestisce la pista ciclabile tra S. Lorenzo e Ospedaletti (43% a testa per Comune di Sanremo e Regione Liguria, 14% della Banca Carige). Il vanto turistico del ponente ligure rischia di soffocare nei debiti plurimilionari. Il neo presidente leghista Mariano Porro s’è dimesso pochi mesi dopo aver preso le redini di Area 24, il tempo di chiedere e ottenere dal tribunale il concordato preventivo.

Il parco costiero sull’ex tracciato ferroviario è un pozzo senza fondo, economicamente parlando: le spese di manutenzione sono di molto superiori alle entrate. La ciclabile avrebbe dovuto sostenersi con gli introiti derivanti dai parcheggi e dai punti di ristoro, oltre che con le vendite delle vecchie stazioni. Ma i conti non sono mai tornati, anche a causa di una serie di operazioni finanziarie finite male; caso significativo è il parcheggio interrato che avrebbe dovuto costruire ad Arma di Taggia la poi fallita società Millenium.

Che sia sempre mancata una strategia complessiva su come riqualificare il sedime dismesso dei binari, è evidente anche da quanto emerso dal consiglio comunale monotematico di Diano Marina. L’idea dell’amministrazione Chiappori è realizzare una pista ciclabile sul fronte mare, quindi sull’Aurelia, spostando la viabilità ordinaria sul percorso che fu dei treni.

Bella proposta, peccato che per stessa ammissione del vicesindaco, Cristiano Za Garibaldi, un progetto del genere potrà vedere la luce tra 10-15 anni. È lo stesso film andato in onda con l’inaugurazione del raddoppio ferroviario: nessuno aveva mai pensato a come affrontare-risolvere i problemi che certamente sarebbero sorti con le nuove stazioni, a Diano Marina come a Imperia. Viabilità, collegamenti pedonali e in autobus, servizi collaterali eccetera.

L’improvvisazione ha sempre regnato sovrana. Quindi riassumendo: abbiamo la pista ciclabile esistente che rischia il crack, con varie ipotesi allo studio per risollevarla, dalla tassa di soggiorno alla compartecipazione alle spese di tutti i comuni attraversati. Abbiamo la pista ciclabile dei sogni futuri, che si compone di vari pezzi: la green line a Imperia (all’interno della città), la blue line a Diano Marina (sul mare, il nome l’ho inventato ora), il collegamento tra queste due sull’incompiuta (mai nome fu più azzeccato).

Senza dimenticare che occorre progettare il tratto S. Bartolomeo-Andora per completare l’opera. Temo che per pedalare sereni da un estremo all’altro dell’antica ferrovia, dovremo aspettare ancora un po’.

Luca Re