Il gruppo ricerche "Archeonervia" composto da Andrea Eremita, Bruno Calatroni, Stefano Albertieri, Paolo Ciarma e Aldo Ummarino annuncia la scoperta su Monte Caggio di una di una scultura globulare rappresentazione del sole e un altare sacrificale.
"Tutti i popoli dell'antichità vivendo immersi nella natura e avendo come tetto il firmamento hanno maturato il credo che la loro certezza di vita era debitrice dai movimenti del sole. L'unica stella del firmamento di cui è possibile rilevare la forma sferica, primo orologio e calendario dell’umanità che nasce e muore, organo supremo di una regia cosmica che governa i giorni del freddo e del calore, della luce e delle tenebre, la morte e il risveglio della natura" - spiegano dal gruppo.
"Fenomeni che sfuggivano al controllo e alla comprensione dell'umanità primitiva che hanno influenzato il loro mondo spirituale religioso dando vita al culto del sole. L'occhio vigile del firmamento che ritenevano necessario venerare, ingraziarsi offrendo sacrifici per ottenere favori e avere la certezza del suo eterno ritorno. Nuove testimonianze archeologiche che confermano pratiche religiose che si legano al culto solare sono state messe in luce in tempi recenti nel corso di una escursione mirata tra i boschi del Monte Caggio rappresentate da un blocco di arenaria scolpito a forma globulare del diametro di cm. 106 e da un altare sacrificale lavorato a forma circolare con superficie piana di cm. 112. Testimonianze del culto solare praticato dai nostri lontani progenitori che si sommano con la scoperta avvenuta in passato di altri due blocchi di arenaria scolpiti a forma globulare, un menhir e un dolmen con sulla parte frontale l'incisione del cerchio solare" - chiosano da Archeonervia.