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Attualità | 01 gennaio 2017, 10:06

Sanremo: Andrea Gandolfo ripercorre la storia di Bussana Vecchia dal 1959 ai giorni nostri

La storia contemporanea del borgo conosciuto in tutta Europa

Sanremo: Andrea Gandolfo ripercorre la storia di Bussana Vecchia dal 1959 ai giorni nostri

L’idea di fondare una comunità internazionale di artisti nell’antico borgo di Bussana fu lanciata nel 1959 dal ceramista torinese Clizia, nome d’arte di Mario Giani, che due anni prima aveva costruito un laboratorio sulla collina di Sanremo e aveva poi aperto un’osteria-salotto nella città vecchia, che egli chiamò Hostaria de la pigna d’oro, al fine di valorizzare il centro storico medievale sanremese, allora in stato di avanzato degrado.


Nel 1960 Clizia fondò a Bussana Vecchia la Comunità internazionale degli artisti al fine di radunare intorno a sé artisti e uomini di cultura in grado di far rivivere il vecchio borgo. L’ambiente particolare e suggestivo, nonché la vocazione turistica della zona, contribuirono ad attirare verso l’antico paese dell’entroterra matuziano numerosi artisti provenienti da vari paesi, che decisero di installarvisi, restaurando le case e creando studi dove operare per buona parte dell’anno, in modo tale da favorire la nascita di iniziative di portata internazionale che avessero come fulcro il paese dell’estremo Ponente ligure.


Nel 1961 raggiunsero Clizia a Bussana il poeta Giovanni Fronte e il pittore Vanni Giuffrè, che si installarono stabilmente nel borgo nella speranza che il loro esempio venisse seguito da altri e che gli enti da loro contattati appoggiassero l’iniziativa sia politicamente che con sovvenzioni di natura economica.


Clizia compilò uno statuto e una regolamentazione per la gestione della Comunità, desiderando che gli immobili rimanessero a disposizione della Comunità e che la loro utilizzazione fosse regolamentata. Allora il paese, rimasto praticamente fermo alla fine dell’Ottocento, mancava totalmente di tutte le infrastrutture normalmente disponibili in una città quali acqua, luce, fognature, gas e telefono.


I primi artisti che giunsero a Bussana Vecchia nei primi anni Sessanta dovettero infatti affrontare una serie enorme di difficoltà dovute alle scarsissime possibilità economiche e all’estrema incertezza che celava il futuro. Dopo la partenza di Clizia nel 1963, Giuffrè riuscì a stimolare gli interessi personali di tutti i primi componenti della Comunità organizzando manifestazioni culturali di notevole richiamo, come alcuni festival di musica che si svolsero nel 1965-66 al villaggio.


Nel 1968 i giornali nazionali ed esteri diffusero la notizia che nel paese si era svolta una singolare manifestazione: una Via Crucis con un Cristo dalla pelle nera, allo scopo di sottolineare sempre di più il carattere internazionale di Bussana. Vanni Giuffrè ottenne così lo scopo di propagandare in Italia e in Europa l’immagine culturale di Bussana Vecchia, attirando un numero sempre maggiore di artisti e visitatori che decisero di raggiungere l’antico borgo ligure.


Pressato dalle richieste degli eredi di coloro che abitavano il villaggio al tempo del terremoto del 1887, il sindaco di Sanremo Francesco Viale emanò nel 1968 un’ordinanza di sgombero, motivata dalla situazione igienica e dall’instabilità statica dei vecchi edifici. All’arrivo dei carabinieri, incaricati di eseguire l’ordinanza, gli artisti si barricarono nel paese e respinsero con successo le cariche dei militari.


Giuffrè pensò allora di far registrare presso un notaio la costituzione dell’ente morale “Comunità Internazionale Artisti”, favorendo quindi la creazione di un clima favorevole a far rimanere gli artisti nel borgo. Gli abitanti di Bussana Nuova, allo scopo di bilanciare il peso politico della Comunità, decisero di passare al contrattacco fondando l’associazione culturale “Amici di Bussana”, che si riappropriò di tutte le case non ancora occupate.


Le due parti giunsero così all’accordo di lasciare la parte bassa del paese agli artisti, mentre la parte alta sarebbe toccata agli “Amici di Bussana”, che posero all’ingresso del villaggio una grande lapide con l’elenco dei nomi dei bussanesi periti nel sisma del 1887.

Frattanto all’interno della Comunità sorsero i primi dissapori tra i fondatori del sodalizio, divisi su chi avrebbe dovuto gestire le assegnazioni delle case-ruderi e l’affare turistico costituito dalla vendita dei prodotti artistici e il ristoro dei sempre più numerosi visitatori.


Giovanni Fronte decise quindi di aprire un’altra galleria comune, dopo quella istituita da Giuffrè, mentre l’artista austriaco Wolfgang Wieser, insieme alla moglie Jana, apriva la prima bottega artigiana che produceva e vendeva da sé i propri manufatti. Fu così che, intorno al 1967-68, iniziò una nuova fase nella storia della Comunità di Bussana Vecchia, caratterizzata da una vera e propria rinascita dell’antico borgo.

Intanto, tra problemi vecchi e nuovi, continuava a irrobustirsi la consistenza della comunità artistica bussanese con l’arrivo di nuovi artisti, che aprirono altre botteghe artigianali e vari ateliers. Nell’estate del 1976 il paese venne finalmente dotato di una serie di vasche di decantazione che consentirono l’attivazione di un regolare e costante rifornimento idrico al borgo.


L’8 giugno 1977 si giunse così alla fondazione di un Comitato del Borgo di Bussana Vecchia allo scopo di ottenere finalmente uno status giuridico e il riconoscimento degli artisti come interlocutori alla pari con quelli della Pubblica Amministrazione. Nella primavera del 1978 tutto l’abitato fu collegato alla rete elettrica dopo vari anni di ripetute richieste all’Enel. Nell’aprile 1980 sette artisti della Comunità si fecero promotori di una nuova alleanza, la “Nuova Comunità Internazionale Artisti”, che si propose di istituire una Cooperativa di lavoro, varare un marchio d’immagine e promuovere una serie di attività culturali e pubblicitarie.


Nel marzo 1986 una speciale Commissione concluse l’esame dei numerosi progetti giunti da tutta Italia per il rilancio di Bussana Vecchia, di cui tutti i partecipanti al concorso, indetto dal Comune di Sanremo, sottolinearono il ruolo di supporto turistico e culturale per l’intero comprensorio, ribadendo la necessità di mantenervi le attività artistiche e artigianali che ne hanno assicurato la fama in tutto il mondo.

Particolarmente numerosi sono gli artisti che si sono succeduti nel tempo ad animare la vita della piccola comunità di Bussana Vecchia. Oltre ai nomi di Clizia, Giovanni Fronte e Vanni Giuffrè, sono segnalabili Michael Green, un artista nato nell’attuale Malawi e che vive e lavora oggi a New York; il pittore siciliano Carlo Maglitto, uno dei fondatori del circolo culturale La Buca di Bordighera; il pittore brasiliano Karlos Rosa, stabilitosi a Bussana dal 1983 e i due fratelli Nella e Georg Gunther, originari di Hannover.


Altri artisti di primo piano operanti a Bussana Vecchia sono il tedesco Horst Ahlborn, il francese di origini piemontesi Franco Olivero, la pittrice olandese Maria Rosa Kahnemann, lo scultore inglese Martin Wright, il pittore, artigiano e grafico pavese Massimo Locarno, le decoratrici e pittrici lionesi Hélène Brugo e Jeanne Miellier, il palermitano Guido Giordano, detto Guido da Bussana, il decano degli artisti bussanesi scomparso nel 1997, il musicista inglese Francis Shaw, il ceramista Jean Santilli e gli artigiani tedeschi Joe e Ariana Barudio.


Meritano inoltre di essere ricordati il pittore Colin Wilmot, il musicista e pittore Silvano Manco, la ceramista lettone Simone Montalieu, lo scultore e ceramista trentino Marco Orsatti, la scultrice francese Marie Eve Merillou, lo scultore torinese Franco Scibilia, l’artista olandese Peter Van Wel, i già citati Wolfgang Wiesel e Jana Mazurova, la ceramista Daniela Mercante, lo scultore, fotografo e scrittore inglese Denis Harvey, la pittrice britannica Rita Brown, l’artista inglese Daniel Harvey, il pittore, scultore e scenografo trevigiano Giampaolo D’Andrea e la pittrice milanese Gianna Canova.


Negli anni più recenti il notevole incremento dell’afflusso di artisti e artigiani verso il borgo ha portato al sorgere di un vero e proprio mercato immobiliare, tanto che un numero sempre maggiore di abitazioni è stato negli ultimi tempi acquistato da persone che risiedono a Bussana esclusivamente per motivi turistici. Tale situazione sta tuttavia profondamente mutando la vocazione artistica dell’antico paese, che guarda al futuro con rinnovata fiducia nelle sue potenzialità di notevole centro propulsore di attività artistiche e culturali a livello internazionale.

 

 

Dott. Andrea Gandolfo

 

Redazione

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