“Sulle ultime vicende legate alla G.M. Spa è intervenuta anche Rifondazione Comunista, che nel definire l'attività della partecipata del Comune di Diano una “’telenovela’ ha fatto due precisazioni che possiamo condividere: ‘La maggioranza che governa il Comune non deve spendere denaro pubblico in consulenze legali a pagamento per i propri interessi0. Lo stesso diritto avrebbero le minoranze, che sono state dimenticate”.
Interviene in questo modo Pippo Manduca di ‘Diano Riparte’ che prosegue: “Esistono organi istituzionali che possono fornire pareri legali, oltretutto indipendenti, e non pesano sulle casse comunali. Per quanto riguarda la composizione del capitale sociale è giusto che rimanga pubblico (già lo è !) Ma la cosa importante, a nostro parere, sulla quale Rifondazione non si pronuncia riguarda il rispetto delle leggi. Il problema che è stato sollevato dall'opposizione, soprattutto da ‘Diano Riparte’ dell'ex sindaco Basso si riferisce alla esclusione di praticare servizi di natura commerciale. La legge Madia, di recente pubblicazione, è scritta in perfetto italiano, comprensibile da chiunque. Stabilisce, che le società partecipate ricevono dalle amministrazioni pubbliche affidamenti diretti per servizi pubblici, ma per le proprie finalità istituzionali. La legge Madia non ha inventato nulla. Si è limitata a copiare le numerose sentenze della Corte di Giustizia Europea che invitano a favorire la libera concorrenza, poco praticata in Italia”.
“Spiace dire – termina Manduca - che la Lega da sempre ha sostenuto la libera concorrenza di mercato, però quanto governa , come a Diano, perde la memoria. Forse questa telenovela, come è stato annunciato, dovrebbe essere risolta dalla Magistratura”.