Ventimiglia Vallecrosia Bordighera - 17 ottobre 2016, 17:00

Attenti a quei due (ciclisti o pedoni?)

Pista ciclabile o ciclo-pedonale, qual è la definizione corretta per il percorso costiero sull’ex ferrovia? Perfino sul sito di Area24 c’è un po’ di confusione in materia, perché troviamo entrambe le diciture, anche se “ciclabile” prevale nettamente su “ciclo-pedonale”. In realtà c’è una bella differenza. Qualche riflessione nasce spontanea, dopo le polemiche sull’incidente avvenuto alcuni giorni fa, quando una coppia di pedalatori ha investito un uomo a Bussana, lasciandolo a terra senza prestare soccorso.

Una pista ciclabile propriamente detta, infatti, dovrebbe essere riservata ai mezzi a due ruote, grazie a una chiara separazione dallo spazio dedicato agli altri usi; la delimitazione può essere fisica (cordoli, ringhiere) o unicamente visiva. Il problema, nel nostro caso, è che il compito di separare chi cammina da chi pedala è affidato a una sola striscia bianca a terra, senza nemmeno un fondo di colore diverso, che so, tutto rosso per le bici e tutto giallo o bianco per i pedoni.

Così questa divisione appena accennata - il terreno sembra tutto uguale, senza soluzione di continuità - non riesce a evitare le reciproche invasioni di campo. Gruppi di persone, con tanto di carrozzine, cani al guinzaglio, bambini che giocano, pattini a rotelle, sconfinano nel regno dei sellini, mentre gruppi di ciclisti sfrecciano credendo di essere alla tappa inaugurale del Giro d’Italia, noncuranti dei frequentatori che passeggiano a fianco.

Basterebbe un minimo di rispetto da entrambe le parti per eliminare ogni indebita promiscuità. Poiché molti ignorano come vivere “da separati in pista”, sarebbe opportuno modificare il percorso, dividendo le corsie con un cordolo o, ancora meglio, una bassa ringhiera. Questa dovrebbe essere l’impostazione da dare sia al futuro tracciato della Green Line a Imperia, sia ai prolungamenti di Area24.

D’altronde Sanremo non è Amsterdam: in Olanda se un pedone si azzarda a invadere la corsia delle bici, rischia di essere falciato a ogni piè sospinto, con vivace corollario di scampanellii e imprecazioni. È che ci manca proprio la cultura della bicicletta. A Milano, per mia esperienza, la tipica via ciclabile è piena di gente maleducata che posteggia, cammina, attraversa senza nemmeno guardare. Certo, ci sono anche i ciclisti maleducati che si sentono padroni incontrastati della strada, ma questo è un altro discorso.

Luca Re